Market view – Le Daily News del 19/02/2026
GAS & POWER ↓
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Dopo una prima parte della sessione messa nuovamente sotto pressione dal fattore meteo, nel pomeriggio l’indiscrezione riportata da diversi media americani sulle intenzioni americane di scatenare un conflitto in Medio Oriente della durata di diverse settimane ha rilanciato il risk premium sui mercati. Prezzi in forte rialzo anche questa mattina.
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Nessun aggiornamento da GASSCO nelle ultime ventiquattro ore, con flussi che si mantengono poco sopra i 325 milioni di metri cubi. La quota diretta verso il Continente si conferma comunque vicina ai massimi per il periodo.
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Quadro meteorologico su larga scala che si conferma invariata e poco supportivo della domanda di breve periodo: la prossima settimana sarà generalmente mite, con la conclusione dell’ondata di quest’ultima ondata di freddo che ha colpito l’Europa settentrionale in particolare. Maggiore incertezza sull’avvio di marzo, dove è possibile che venga in parte confermata questa nuova configurazione.
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Dopo quasi due settimane di stazionamento al largo del terminale tedesco di Mukran, la nave metaniera MINERVA AMORGOS è finalmente attraccata nella notte. La nave era stata in attesa nelle vicinanze dell’impianto a causa di problematiche legate ad una unità rompighiaccio, necessaria per l’accesso al porto. Ci si attende ora una pronta ripresa dell’immissione in rete dall’unità di rigassificazione, attestatasi circa a 15 milioni di metri cubi giorno per buona parte dello scorso mese di gennaio.
ITALIA ↓
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Sistema bilanciato: atteso un calo deciso dei consumi nella giornata di domani, prevista particolarmente mite e con un discreto contributo dalle fonti rinnovabili. Rigassificazione impattata dal maltempo, con il funzionamento dei terminali di Livorno e Ravenna momentaneamente sospeso, e previsto riprendere solo dal fine settimana. La gestione del Line Pack da parte di SNAM risulta favorevole all’equilibrio di sistema.
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Nella giornata di ieri il Governo ha varato il decreto “bollette”, che si pone l’obiettivo di ridurre i costi dell’energia per imprese e cittadini. Nel corso delle prossime settimane andranno definiti i meccanismi che regoleranno sia la vendita dello stoccaggio in possesso di GSE/Snam – stimato in circa 2 miliardi di metri cubi – e la struttura per l’implementazione del corridoio di liquidità che mira alla riduzione dello spread PSV-TTF.
EQUITY →
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Le borse europee frenano davanti alla possibile escalation in Medio Oriente, in una giornata sostanzialmente scarica di indicazioni macroeconomiche. Nella serata di ieri le minute della FED si sono mostrate più “dure” del previsto, con una parte del board orientata a valutare nuovi rialzi sui tassi di interesse se l’inflazione dovesse mantenersi al di sopra del livello target.
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Cambio €/$ a quota 1.180
OIL ↑
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I prezzi del greggio raggiungono i massimi dal luglio scorso, dopo che nelle ultime ore è tornata molto probabile un’opzione militare condotta da Stati Uniti ed Israele contro l’Iran. Secondo le indiscrezioni dei media americani, che hanno sconfessato gli apparenti passi avanti fatti nelle trattative a Ginevra, si tratterebbe di un conflitto più lungo rispetto a quello dei 12 giorni della scorsa estate, con un pieno dispiegamento delle forze americane atteso entro la prima metà di marzo.
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I dati API hanno mostrato un calo delle scorte di greggio di poco inferiore al milione di barili nella settimana terminata venerdì 13 febbraio, contraddicendo le attese degli analisti. Nel pomeriggio pubblicati i dati governativi.
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In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 71.35 $/bbl
EUAs →
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Un riposizionamento più morbido rispetto a quanto atteso da parte dei fondi di investimento – posizioni nette lunghe in calo del 35% dai massimi e tornate ai livelli dello scorso settembre – ha riportato slancio sul mercato delle emissioni, che resta tuttavia sotto l’ombra del malcontento politico. Un’eventuale escalation in Medio Oriente potrebbe poi portare ad un’ulteriore fase di risk- off.
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In apertura quotazioni su DEC26 si attestano sui 71.90 €/tonn
