Market view – Le Daily News del 20/03/2026
GAS & POWER ↑
- Mercati in correzione marginale questa mattina, ma che confermano il solido gap formatosi dopo l’escalation sul comparto energetico nella guerra in Medio Oriente. Nel pomeriggio di ieri sono arrivati i primi dettagli ufficiali sullo stato di Ras Laffan: il ministro dell’energia dell’emirato ha confermato danni a due dei quattordici treni di liquefazione, con effetti importanti sulla capacità complessiva dell’impianto di lungo periodo. È prevista una riduzione della capacità di liquefazione di circa 18 miliardi di metri cubi per anno, con un periodo stimato di recupero tra i tre e cinque anni. È probabile che QatarEnergy eserciterà opzioni di forza maggiore su contratti di lungo periodo con Italia e Belgio – principali clienti legati al treno di liquefazione danneggiato numero 4 – e Corea del Sud e Cina – associati invece alla produzione del secondo treno danneggiato, il numero 6 del complesso.
- Esportazioni dai campi di produzione dei mari del nord ai minimi delle ultime tre settimane questa mattina, di poco inferiori ai 310 milioni di metri cubi. Interventi di manutenzione sono previsti proseguire fino alla fine del mese, a cui seguirà un breve stop prima dell’inizio della più intensiva fase estiva.
- Gli ultimi aggiornamenti dei modelli meteo mostrano condizioni leggermente più fresche sugli ultimi giorni della prossima settimana e i primi di quella successiva, con temperature ora ovunque inferiori alle medie di circa 1-2°C. Un ritorno a condizioni più miti non è previsto prima della fine delle festività pasquali.
- Si avvicina la consegna del primo carico dal terminale americano di Golden Pass. Negli ultimi giorni il feedgas destinato all’impianto è cresciuto nuovamente, mentre l’agenzia federale che regola la vendita di energia elettrica e gas ha concesso gli ultimi permessi necessari per avviare il primo treno di liquefazione. ExxonMobil, principale investitore nel progetto insieme a QatarEnergy, aveva indicato nella seconda metà di marzo il target per la prima esportazione.
ITALIA ↑
- Sistema lungo: consumi in netto calo rispetto alla giornata di mercoledì, questa mattina attesi sotto la soglia dei 190 milioni di metri cubi. A pieno regime la rigassificazione dal terminale Adriatic LNG, questa mattina riprendono i flussi anche dall’unità FSRU di Ravenna.
EQUITY ↓
- I mercati finanziari provano a chiudere la settimana in tono positivo, con un occhio sempre più attento all’andamento delle commodities. Petrolio e gas questa mattina risultano in marginale correzione dopo che Israele ha da un lato confermato l’autonomia decisionale sul raid di South Pars, ma dall’altro ha acconsentito direttamente con gli Stati Uniti a bloccare le operazioni militari contro gli obiettivi energetici.
- Come ampiamente atteso a Francoforte la BCE ha lasciato i tassi invariati, nella forchetta 2-2.15%. Ha segnalato tuttavia come lo scoppio del conflitto in Medio Oriente abbia reso gli scenari decisamente più incerti, con un forte impatto atteso sull’inflazione di breve periodo, prevista crescere oltre il 4% nello scenario peggiore.
- Cambio €/$ a quota 1.156
OIL ↑
- Sfiorano i 110 $/bbl questa mattina i mercati del greggio, in recupero dalle chiusure di ieri dopo che è stato annunciato un nuovo attacco iraniano ad una raffineria in Kuwait. Teheran ha inoltre annunciato nuove ritorsioni nei prossimi giorni in risposta all’attacco israeliano su South Pars.
- In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 109.90 $/bbl
EUAs →
- Maggiori dettagli sulla riforma del sistema ETS verranno discussi nei prossimi mesi, ma una sospensione o modifiche eccessive sono state escluse in prima linea dal governo tedesco. Sono arrivate anche proiezioni da Bruxelles sulle aspettativi di prezzo nel medio-lungo periodo, atteso intorno ai 75 €/tonn.
- In apertura quotazioni su DEC26 si attestano sui 68.60 €/tonn
