Market view – Le Daily News del 19/03/2026
GAS & POWER ↑
- Prezzi del gas ai massimi dal 2022 questa mattina, toccati i 75 €/MWh in apertura di sessione sul prodotto apr-26 ICE TTF. Intensa la giornata di ieri: dopo una prima parte caratterizzata da moderati ribassi, il raid dell’IDF sul campo di produzione gas iraniano South Pars ha riacceso la tensione. I prezzi si sono poi indirizzati in salita decisa quando Teheran ha inserito la città industriale di Ras Laffan tra i target di risposta, con una chiusura intorno ai 55 €/MWh. Nella serata si è poi verificato l’effettivo attacco al complesso energetico, che sembrerebbe aver riportato danni significativi, di cui maggiori dettagli saranno tuttavia resi noti appena possibile.
- È prevista spostarsi verso l’Atlantico settentrionale l’area di alta pressione che sta insistendo in questi giorni sul Continente. Dopo un weekend con tempo relativamente stabile e ancora mite, i primi giorni della prossima settimana vedranno condizioni più fresche e dinamiche.
- Non solo il Qatar, ma anche gli Emirati Arabi Uniti sono stati oggetto di attacco iraniano nella serata di ieri. Colpite le facilities presso il complesso di Habshan, struttura in grado di processare quasi 70 miliardi di metri cubi all’anno, che è stato successivamente chiuso ed evacuato per precauzione, e le infrastrutture oil al Bab field.
- In attesa di maggiori notizie sui danni riportati dalle infrastrutture gas al sito di Ras Laffan, questa mattina una nave situata poco al largo delle coste è stata attaccata da milizie iraniane, senza tuttavia riportare danni significativi. Nella notte, l’amministrazione americana ha messo in guardia Teheran sul proseguire gli attacchi verso target energetici.
ITALIA ↑
- Sistema corto: nonostante un calo dei consumi che si confermano al di sotto delle medie stagionali, questa mattina la decisa riduzione delle nomine in erogazione da stoccaggio pesa sul bilancio. Nella giornata di domani atteso il ritorno a pieno regime della rigassificazione dal terminale Adriatic LNG, prima delle riduzioni attese per mancata consegna sul prossimo mese di aprile.
EQUITY →
- Ha preso ulteriormente tempo la banca centrale americana nella giornata di ieri. È ancora troppo preso per valutare gli effetti del conflitto in Medio Oriente secondo la FED, che ha di conseguenza optato per un mantenimento dell’attuale livello dei tassi di interesse. Nuove pressioni sono arrivate dalla presidenza Trump, insoddisfatta dalla mancata riduzione.
- Così come gli Istituti di riferimento di Canada, Giappone e Regno Unito, anche la BCE è attesa confermare questo pomeriggio l’attuale guidance sui tassi di interesse. Nel frattempo, dal Consiglio Europeo si attendono commenti sull’evoluzione della situazione in Medio Oriente, e il riflesso sul comparto energetico ed economico.
- Cambio €/$ a quota 1.145
OIL ↑
- I prezzi del greggio hanno raggiunto i 115 $/bbl, questa mattina, dopo gli attacchi alle infrastrutture petrolifere del Golfo condotti nella serata di ieri dall’esercito iraniano.
- Le scorte di greggio americano sono cresciute di 6 milioni di barili nella settimana terminata venerdì 13 marzo, la quarta consecutiva dallo scorso 20 febbraio.
- In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 113.25 $/bbl
EUAs ↓
- Comincia oggi a Bruxelles il Consiglio Europeo dove si entrerà nel vivo della discussione sul meccanismo ETS. Il deteriorarsi del conflitto in Medio Oriente ha spinto ad una nuova riduzione della propensione al rischio sui mercati da parte dei fondi di investimento, con le posizioni nette lunghe ai minimi da inizio settembre.
- In apertura quotazioni su DEC26 si attestano sui 64.30 €/tonn
