Market view – Le Daily News del 11/03/2026

GAS & POWER ↑

  • Si mantiene elevata la volatilità sui mercati di gas e petrolio. Gli operatori questa mattina sembrano credere meno alle possibilità di una risoluzione del conflitto nel breve termine, mentre l’ipotesi che l’Iran stia posizionando mine navali nello Stretto di Hormuz rappresenta una nuova criticità per la ripresa del traffico navale.
  • Recuperano questa mattina le esportazioni dalla Norvegia dopo i minimi da inizio mese raggiunti nella giornata di ieri. Flussi in crescita verso il Continente, dopo i maggiori volumi destinati al Regno Unito nel corso del fine settimana.
  • La recente volatilità dei prezzi e l’aumento significativo dei costi di noleggio delle navi metaniere hanno portato ad inizio settimana alla chiusura del premio detenuto dai mercati asiatici nei confronti di quelli europei. Poco meno di una decina i carichi dirottati dall’inizio del conflitto, il contesto resta tuttavia molto dinamico e soggetto a cambiamenti di giornata in giornata. La rigassificazione dai terminali europei, seppur mantenendosi su livelli decisamente superiori a quelli già record dell’anno passato, comincia a mostrare i primi segnali di contrazione, con effetti più evidenti attesi tra la seconda metà di marzo e il mese di aprile.
  • Secondo quanto riportato direttamente dal presidente peruviano Jose Balcazar, i lavori di riparazione del gasdotto danneggiato la scorsa settimana e che ha provocato una delle peggiori crisi energetiche per il paese, oltre che lo stop alle esportazioni dal terminale di liquefazione di Pampa Melchorita, si concluderanno durante il fine settimana.

ITALIA ↑

  • Sistema bilanciato: si confermano stabili i flussi in ingresso via tubo questa mattina, con la ripresa degli arrivi dalla Francia via Passo Gries e lo stop alle esportazioni verso l’Austria. Probabile picco dei consumi settimanale nelle prossime 24 ore, comunque poco variati rispetto alle attese. A differenza del Nord Europa si osserva una maggiore differenza tra i modelli di previsione su quello che potrebbe essere l’andamento della termica per la terza settimana del mese, periodo in cui si dovrebbe osservare un recupero della capacità di generazione eolica.

EQUITY ↓

  • Tirano il freno i mercati azionari questa mattina, dopo le spinte ottimistiche arrivate nella giornata di ieri in scia alle ultime dichiarazioni del presidente Trump. Le nuove evoluzioni del conflitto lasciano tuttavia parecchi dubbi sull’effettiva capacità di arrivare ad un punto di rottura nel breve termine. Le notizie in merito a nuove riduzioni della capacità produttiva nel Golfo lasciano poi spazio a nuovi possibili effetti negativi sull’andamento macro-economico.
  • Nel pomeriggio il focus degli operatori si sposterà anche sull’inflazione americana, attesa confermarsi secondo gli analisti al +2.4%.
  • Cambio €/$ a quota 1.161

OIL ↑

  • Nuove forti oscillazioni di prezzo si sono registrate nella giornata di ieri. Raggiunti i minimi in area 81 $/bbl dopo che il Segretario all’Energia Wright aveva annunciato il passaggio di una petroliera nello Stretto scortata dalla flotta americana. Smentita la notizia direttamente dalla Casa Bianca, gli acquisti sono tornati a guidare il mercato dopo le indiscrezioni pubblicate dalla CNN sull’attività iraniana di posizionamento di mine navali nello Stretto.
  • Secondo quanto riportato dal WSJ, l’Agenzia Internazionale dell’Energia avrebbe proposto il rilascio di una quantità di riserve strategiche di greggio superiore ai 182 milioni di barili gestito nel periodo di maggiore crisi del conflitto russo-ucraino. Secondo diverse stime, le riserve sarebbero in grado di compensare circa 2 settimane di mancate esportazioni dalla regione.
  • Cresce l’attività navale nel Mar Rosso, con l’Arabia Saudita impegnata ad utilizzare il più possibile la East-West Pipeline, oleodotto capace di trasportare circa 7 milioni di barili/giorno dal Golfo Persico attraverso la penisola. Secondo quanto comunicato da Saudi Aramco i flussi raggiungeranno il pieno regime entro la fine della settimana.
  • In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 90.25 $/bbl

EUAs →

  • La confusione sul conflitto sembra spingere al rialzo i prezzi dei certificati, mentre sullo sfondo resta aperto lo scontro politico per limitare, o riformare, l’attuale meccanismo EU-ETS, ritenuto eccessivamente penalizzante.
  • In mattinata atteso l’aggiornamento delle posizioni detenute dai fondi di investimento.
  • In apertura quotazioni su DEC26 si attestano sui 74.10 €/tonn
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