Market view – Le Daily News del 10/03/2026

GAS & POWER →

  • I prezzi di petrolio e gas correggono questa mattina dopo che il presidente Trump nella serata di ieri ha da un lato anticipato un conflitto in Iran di durata ancora relativamente breve – ma che non dovrebbe comunque concludersi questa settimana – e dall’altro l’esenzione di sanzioni sul commercio di greggio russo. Dichiarazioni di tutt’altro tenore sono arrivate da parte iraniana, che ha negato l’apertura a possibili tavoli negoziali e ha ribadito la capacità di poter proseguire a lungo le ostilità. I prezzi del greggio fuori controllo nella mattinata di ieri, vero punto sensibile per l’amministrazione, potrebbero aver spinto la Casa Bianca ad esporsi per tranquillizzare i mercati. Resta elevata la volatilità.
  • Apparentemente risolta la manutenzione non programmata presso il sito di Nyhamna, una serie di lavori di impatto variabile continueranno a limitare la capacità di esportazione dai mari del nord fino a fine mese.
  • Secondo quanto riportato da Argus, le consegne al terminale omanita Qalhat LNG starebbe procedendo secondo i ritmi standard, pari a circa una nave ogni due giorni. Nella settimana passata erano arrivate indiscrezioni secondo cui diversi operatori avrebbero limitato i permessi di avvicinamento al terminale a causa della prossimità con il conflitto in corso.
  • Il terminale americano Freeport LNG ha momentaneamente sospeso le attività nella giornata di domenica, a causa di un problema che ha riguardato gli impianti di pretrattamento collegati ai treni di liquefazione. Nella giornata di ieri i livelli di feedgas indicavano una ripresa pari circa al 65% della piena capacità operativa, condizione prevista migliorare ulteriormente già nelle prossime ore.

ITALIA →

  • Sistema lungo: consumi poco mossi, crescono le importazioni da Passo Gries che spingono il bilancio gas in eccesso nonostante il continuare della fase di recupero Line Pack da parte di SNAM. Cala come previsto la capacità di rigassificazione da Adriatic LNG, prevista dimezzarsi nella giornata di domani, con gli effetti più impattanti delle operazioni di manutenzione attesi pero nella seconda parte della settimana.

EQUITY →

  • I mercati finanziari reagiscono positivamente al tentativo di de-escalation arrivato dalla Casa Bianca, dopo quello che si era prospettato come un lunedì piuttosto pesante. Tuttavia, i diversi dietro-front osservati in passato da parte dell’amministrazione USA, e l’assenza di concreti passi avanti fatti sul piano negoziale per la cessazione del conflitto impongono forte cautela.
  • Negli Stati Uniti negativi i dati su disoccupazione, in crescita al 4.4%, e soprattutto sul numero di buste paga, con un calo decisamente inatteso dagli analisti. Mercoledì la pubblicazione del dato sull’inflazione, attesa in crescita al +2.4%.
  • Cambio €/$ a quota 1.154

OIL →

  • Forte volatilità sui prezzi del greggio nella giornata di ieri, che, dopo aver aperto la sessione sfiorando i 120 $/bbl, hanno visto le ore serali toccare i minimi poco sopra la soglia degli 82 $/bbl. Il senso di sicurezza mostrato dai mercati successivamente alle dichiarazioni di Trump è sembrato esagerato, con le quotazioni questa mattina nuovamente vicine ai 95$/bbl. Sostanzialmente la navigazione presso lo stretto di Hormuz si conferma ancora ai minimi termini.
  • I ministri del G7 hanno scelto la via della cautela, nonostante i forti spike di prezzi osservati nelle ultime ore. Nella riunione d’urgenza che si è svolta ieri si è optato per un continuo monitoraggio del mercato, aprendo le possibilità, ma solo in un secondo momento, al rilascio di riserve strategiche. Nuove discussioni sono in programma nella giornata di oggi.
  • In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 91.65 $/bbl

EUAs →

  • I tentativi di rassicurazione arrivati da Trump nella serata di ieri spingono l’entusiasmo sui mercati equity, e apparentemente di riflesso anche sulle contrattazioni dei certificati. Sullo sfondo resta la recente opposizione politica al sistema, fatto che potrebbe frenare eccessivi movimenti al rialzo.
  • In apertura quotazioni su DEC26 si attestano sui 72.60 €/tonn
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