Market view – Le Daily News del 05/03/2026

GAS & POWER ↑

  • Un’indiscrezione lanciata dal New York Times nella tarda mattinata di ieri riguardo alla possibile apertura di Teheran a discutere i termini per una de-escalation del conflitto ha spinto rapidamente le quotazioni al ribasso, incapaci poi di recuperare nonostante le smentite arrivate da più parti. Prezzi nuovamente tonici questa mattina, dopo le nuove conferme sugli impegni militari americani nel conflitto – il segretario alla difesa USA Hegset ha dichiarato che le operazioni sono solo nella loro fase iniziale – e le ipotesi ventilate da Putin su di una possibile interruzione delle forniture verso l’Europa.
  • Crescono le esportazioni norvegesi questa mattina, al termine anticipato dei lavori presso il sito di Oseberg. Prolungate invece per l’ennesima volta le manutenzioni a Ormen Lange, con una durata che rimane incerta e dipendente dalle condizioni meteo.
  • Dopo che i prezzi asiatici hanno superato la soglia dei 70 €/MWh, portandosi significativamente a premio rispetto alle quotazioni degli hub europei, si osservano i primi cambi di rotta delle navi metaniere nell’area Atlantica. Sia la metaniera SIMSIMAH, partita dal terminale americano di Plaquemines, che la BW BRUSSELS, salpata dal terminale nigeriano di Bonny Island, inizialmente dirette verso porti europei, hanno ora cambiato rotta verso il Capo di Buona Speranza, segnalando la chiara intenzione di dirigersi verso le destinazioni asiatiche.
  • Il terminale di liquefazione peruviano Peru LNG, situato poco più a sud della capitale di Lima, ha subito un’interruzione delle operazioni dopo il verificarsi di un’esplosione che ha interessato la rete nell’area circostante. Lo stop alle operazioni è previsto durare non meno di quindici giorni. A pieno regime il terminale gestisce circa 400 milioni di metri cubi mese, di cui circa 100 destinati verso l’Europa.

ITALIA ↑

  • Sistema bilanciato: domanda in calo del 4% nelle ultime ventiquattro ore, trend che dovrebbe proseguire anche per la giornata di venerdì. Invariati i flussi in ingresso via tubo, mentre si riduce la rigassificazione dal terminale di Ravenna, dove si segnala l’assegnazione degli slot precedentemente liberi sul mese di marzo.

EQUITY →

  • Giornata di recupero per i mercati finanziari, che si interrogano sulla possibile durata del conflitto in corso in Medio Oriente. Sostenuti gli acquisti a Wall Street, dove l’indice PMI per il settore servizi ha nuovamente sorpreso in positivo gli analisti. Nella giornata di venerdì atteso l’aggiornamento sul numero di buste paga e tasso di disoccupazione.
  • Dopo i dati poco incoraggianti arrivati dall’indice PMI manifatturiero, Pechino ha fissato il target di crescita per l’anno in corso nella forchetta 4.5/5%. Si tratta dell’obiettivo meno sfidante dal 1991.
  • Cambio €/$ a quota 1.162

OIL

  • Si confermano sostenuti i prezzi del greggio con le grandi incertezze sulla previsione di durata del conflitto. Nel frattempo la Cina ha chiesto alle proprie imprese del settore di sospendere la firma di nuovi contratti di esportazione di raffinati, e di lavorare all’interruzione di quelli già esistenti.
  • In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 82.30 $/bbl

EUAs ↓

  • Il governo italiano ha richiesto apertamente la sospensione della riforma EU- ETS, portando un nuovo forte segnale di malcontento politico sul sistema. Le contrattazioni si confermano poi in balia della difficile situazione geopolitica.
  • I fondi di investimento hanno nuovamente ridotto il posizionamento netto lungo sulla commodities, portandolo ai minimi da inizio settembre 2025.
  • In apertura quotazioni su DEC26 si attestano sui 70.20 €/tonn
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