Market view – Le Daily News del 04/03/2026

GAS & POWER ↑

  • Nuova fiammata dei prezzi nella giornata di ieri, con i massimi infragiornalieri in grado di raggiungere i massimi dal 2022 e arrivati vicini alla soglia dei 70 €/MWh. I prezzi del greggio in forte salita e le prospettive di un conflitto più lungo e complesso del previsto i fattori che supportano l’andamento rialzista dei prezzi. Anche questa mattina i primi scambi sopra i 60 €/MWh.
  • Un parziale ramp-up dei flussi in arrivo dai mari del nord sarà possibile solo a partire dal fine settimana, nonostante interventi di manutenzione sono previsti proseguire su tutto il mese di marzo.
  • Continua il dominio dell’alta pressione che sta portando condizioni relativamente secche e miti su tutto il Continente. Gli ultimi aggiornamenti dei modelli di breve e medio periodo hanno mostrato un tendenziale ulteriore riscaldamento delle temperature anche sulla terza settimana di marzo, relegando nuovi episodi di freddo solo nella parte finale del mese.
  • L’amministrazione americana prova a raffreddare, fin qui con scarso successo, il momento delle commodities: il presidente Trump nella serata di ieri ha annunciato che gli Stati Uniti offriranno coperture assicurative competitive per il transito di navi nello Stretto di Hormuz. Promessi inoltre servizi di navi militari scorta, che arriveranno “il prima possibile”.
  • Arrivano conferme dal ministro dei trasporti russo sull’attacco subito dalla nave metaniera ARCTIC METAGAZ nella giornata di ieri. Nave facente parte della flotta ombra collegata al terminale Arctic LNG 2, è stata colpita da un drone, ricondotto, secondo le prime fonti, all’esercito ucraino, mentre si trovava nel mediterraneo al largo delle coste di Malta.

ITALIA ↑

  • Sistema lungo: consumi previsti in calo nella seconda parte della settimana, con minore domanda in particolar modo dal fronte gas-to-power. Quasi massimizzati i volumi rigassificati in rete, ridotto invece ai minimi termini il trasporto dalla Francia via Passo Gries. Proseguono stabili le esportazioni verso l’Austria, con un premio di mercato tuttavia non sufficiente a superare la quota già assegnata di capacità annuale.
  • Prosegue la pressione sugli spread del secondo trimestre, al venire meno dell’interesse in stoccaggio da parte dei mercati. Perso oltre 1€/MWh dalle chiusure di venerdì 27 febbraio.

EQUITY ↓

  • Martedì nero per le borse europee, con le prospettive di una guerra più lunga ed estesa del previsto a spingere le vendite dopo le diverse settimane di record. Meno reattiva in questo senso Wall Street, mentre il dollaro risulta il vero asset vincitore di questi giorni. Perdite pesanti si registrano nuovamente in asia questa mattina, con l’indice sudcoreano arrivato a perdere oltre 10 punti percentuali.
  • Cresce più delle attese l’inflazione nell’area euro, pur mantenendosi sotto il target di riferimento del 2% – registrato un +1.9% contro un +1.7% previsto. Mentre il PMI manifatturiero cinese si mantiene in zona di contrazione, nel pomeriggio pubblicato il dato sul comparto servizi USA.
  • Cambio €/$ a quota 1.160

OIL

  • Prosegue questa mattina la salita sui mercati del greggio, ai massimi dall’agosto 2024. Poco impatto hanno avuto i tentativi di rassicurazione da parte dell’amministrazione americana, mentre gli operatori si concentrano più sulla riduzione della produzione iraqena, ora circa dimezzata a causa delle difficolta di trasporto nel golfo e del riempimento degli stoccaggi – persi circa 1.5 milioni di barili giorno.
  • In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 83.30 $/bbl

EUAs ↓

  • Segnali di ripresa sul mercato delle emissioni, che sembrano per ora ignorare le difficoltà emerse sulle piazze finanziarie. Uno switch delle utilities verso maggiore utilizzo del carbone a causa dei recenti spike di prezzo al TTF potrebbe aver supportato maggiore domanda di certificati nel breve termine.
  • Atteso in mattinata l’aggiornamento sulle posizioni detenute dai fondi di investimento, in costante riduzione dell’esposizione lunga nelle precedenti cinque settimane.
  • In apertura quotazioni su DEC26 si attestano sui 72.50 €/tonn
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