Market view – Le Daily News del 22/01/2026
GAS & POWER ↑
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Ennesima giornata di volatilità votata al rialzo quella di ieri, con quotazioni in crescita di oltre il 12%: superate le possibili tensioni geopolitiche, il focus degli operatori si è concentrato sull’ondata di freddo in arrivo questo fine settimana negli Stati Uniti, percepita come rischio per la capacità di liquefazione nel paese. Spike di prezzo all’Henry Hub, mercato di riferimento americano, potrebbero incentivare la vendita sul mercato interno – limitando così le attività di terminali – mentre le condizioni di freddo particolarmente intenso potrebbero portare a limitazioni operative, più o meno contenute, degli impianti. Nel 2024 una tempesta di neve e ghiaccio ha portato il terminale Freeport LNG fuori uso per circa un mese.
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I principali modelli meteo convergono verso un indebolimento dell’alta pressione localizzata sull’Europa settentrionale durante la prossima settimana. Questa dinamica, se confermata, dovrebbe portare condizioni generalmente più miti rispetto a quanto previsto nei precedenti scenari. Situazione inversa sul lungo periodo, con la possibilità di nuovi fenomeni di rottura del vortice polare, e quindi discesa di aria artica verso Europa e Stati Uniti, previsti per la parte centrale di febbraio.
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Dopo aver annunciato lo smantellamento dell’impianto nel novembre dello scorso anno, in queste ultime ore ha lasciato il porto francese di Le Havre l’unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione CAPE ANN. Possibile destinazione nel medio periodo il nord della Germania, dove l’operatore tedesco Deutsche Regas è alla ricerca di un’unità aggiuntiva per il sito di Mukran.
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I fondi di investimento hanno invertito le proprie posizioni nella settimana terminata venerdì 16 gennaio. Da una posizione corta complessiva di circa 50 TWh sono passati ad altrettanta dimensione orientata al rialzo, con una variazione netta di 100 TWh, che non si osservava dai momenti della crisi energetica. Ci aspettiamo che l’accumulo di scommesse lunghe sia proseguito anche durante le ultime sessioni di mercato
ITALIA ↑
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Sistema corto: consumi ai massimi dall’inizio della settimana, calo marginale dei flussi dal Nord Europa mentre si mantengono invariati i contributi dal Nord Africa nonostante il premio significativo sui prodotti spot, segnalando una evidente impossibilità di modulazione al rialzo. Il sendout dai terminali di rigassificazione torna sopra quota 70 milioni di metri cubi.
EQUITY ↑
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Accordo apparentemente raggiunto tra Stati Uniti ed Unione Europea sulla questione Groenlandia: pochissimi i dettagli ancora rilasciati, ma si ipotizza il coinvolgimento dei 27 nell’operazione di difesa battezzata Golden Dome, e la possibilità per la Casa Bianca di sfruttare le risorse dell’Isola. Quello che è noto è la marcia indietro sui dazi paventati dal primo febbraio, condizione che ha rasserenato gli investitori.
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Nel pomeriggio atteso l’aggiornamento sull’indice americano PCE, termometro dell’inflazione nel paese.
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Cambio €/$ a quota 1.168
OIL →
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L’accordo raggiunto tra Stati Uniti ed Europa viene festeggiato anche sui mercati del greggio, con prezzi nuovamente in salita dopo gli spunti offerti dalla riduzione momentanea della produzione in Kazakistan. Nel pomeriggio atteso l’aggiornamento delle riserve americane. Nella serata di ieri i dati preliminari API hanno indicato un aumento di circa 3 milioni di barili nella settimana terminata venerdì 16 gennaio.
- In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 64.95 $/bbl
EUAs ↑
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Il ritorno del sereno sui mercati finanziari ha avuto impatto immediato sulle contrattazioni dei certificati per le emissioni, tornate questa mattina a scambiare sui livelli di inizio settimana, anche supportate dal resto del contesto energetico.
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Come previsto sostanzialmente invariate le posizioni detenute dai fondi di investimento, ancora pesantemente esposti al rialzo. Interessante la prossima pubblicazione con i possibili effetti della volatilità osservata durante la settimana.
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In apertura quotazioni su DEC26 si attestano sui 89.20 €/tonn
