Market view – Le Daily News del 15/01/2026
GAS & POWER ↑
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Prosegue senza sosta il rally sui mercati del gas, che si lasciano alle spalle questa mattina anche la parziale de-escalation in Medio Oriente e restano invece focalizzati sulle rigide temperature previste tra l’ultima decade di gennaio e la prima di febbraio. Prezzi ai massimi da inizio ottobre.
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Sembra essere terminata con una giornata di anticipo la manutenzione in corso presso l’impianto di Nyhamna, possibile parziale ramp-up dei fluss durante la giornata in assenza di ulteriori aggiornamenti da GASSCO.
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Quadro generale invariato sull’Europa centro-settentrionale, mentre temperature riviste al ribasso sull’area mediterranea. Nel complesso ora tutto il Continente è atteso da settimane fredde, secche e con poco vento. Un ritorno a condizioni più miti è ora escluso prima dell’inizio della seconda settimana di febbraio.
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Un inconveniente tecnico sulle pipeline che forniscono il feedgas all’impianto di liquefazione americano Freeport LNG ha portato nella serata di martedì ad uno blocco dell’impianto. Nella giornata di ieri i flussi sono rimasti limitati a poco più del 20% del totale, situazione che non appare ancora risolta nelle prime ore di questa mattina. A pieno regime l’impianto è in grado di gestire 20 consegne al mese
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Saudi Aramco e Commonwealth LNG hanno siglato un accordo di fornitura a lungo termine per 1 mtpa di gas liquefatto, con l’opzione raddoppiare i volumi. L’intesa si colloca nella strategia di Aramco di rafforzare la propria presenza nel mercato globale del GNL, e negli Stati Uniti dopo gli annunci dello scorso novembre quanto erano stati firmati progetti d’intesa per oltre 30 miliardi di dollari.
ITALIA ↑
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Sistema corto: consumi rivisti progressivamente in calo nella giornata di ieri a seguito di un rialzo delle temperature, accompagnati da una riduzione delle forniture dal Nord Europa. Si avvicina a 77 milioni di metri cubi questa mattina l’immesso in rete dai rigassificatori, ai massimi da settembre scorso. L’andamento delle temperature è stato rivisto in linea con il resto del Continente sui prossimi 15 giorni, con un clima freddo atteso già dai primi giorni della prossima settimana.
EQUITY ↑
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Avvio contrastato questa mattina per le borse europee, che risentono di una nuova discesa registrata a Wall Street con la sessione dominata dalle vendite sui titoli tecnologici. Il parziale passo indietro fatto dall’amministrazione americana su di un intervento militare in Iran raffredda momentaneamente il fronte di crisi geopolitica in Medio Oriente.
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Danimarca e Groenlandia non sono riusciti a far cambiare idea alla Casa Bianca, che resta ferma sulla posizione nei riguardi dell’isola. L’Europa, intanto, si muove aumentando la presenza militare e politica nell’area, ma il tema resterà centro di dibattito nelle prossime settimane
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Cambio €/$ a quota 1.163
OIL ↑
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Prezzi in calo nella serata di ieri dopo che le ultime dichiarazioni del presidente Trump hanno lasciato intendere la volontà di evitare interventi militari immediati nella regione. Sul fronte venezuelano positivi invece i colloqui con l’attuale presidente Delcy Rodriguez.
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Le scorte di greggio americano sono cresciute di oltre 3 milioni di barili nella settimana terminata venerdì 9 gennaio, sorprendendo le aspettative degli analisti che si attendevano invece un calo delle riserve.
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In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 64.50 $/bbl
EUAs ↑
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I prezzi sul mercato delle emissioni hanno chiuso ai massimi dalla fine del 2023, trascinati dal sentiment toro sui mercati gas e dalle nuove mosse dei fondi di investimento, che hanno ulteriormente accresciuto le proprie posizioni lunghe nella settimana appena terminata.
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In apertura quotazioni su DEC26 si attestano sui 93.10 €/tonn
