Market view – Le Daily News del 13/01/2026
GAS & POWER ↑
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Mercati ai massimi da inizio novembre questa mattina: le nuove prospettive di freddo sul centro-nord Europa in arrivo sulla parte finale del mese, il guasto alla centrale nucleare di Flamanville, i nuovi record osservati sulle quotazioni delle emissioni e le crescenti tensioni internazionali che hanno spinto i prezzi del greggio ai massimi degli ultimi due mesi i fattori che determinano il forte contesto rialzista.
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Stabili i flussi in arrivo dalla Norvegia, tornati in linea con i livelli dell’anno passato. Il prossimo blocco di manutenzioni programmato per tutto il mese di febbraio con circa 20 milioni di metri cubi giorno interessati.
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L’attività depressionaria atlantica continuerà a convogliare aria mite e umida sull’Europa occidentale fino al weekend, con temperature sopra media e piovosità diffusa. Dalla prossima settimana aumenterà l’influenza dell’alta pressione sull’Europa settentrionale, favorendo un progressivo raffreddamento e condizioni più secche. Temperature riviste nuovamente in discesa, con un pattern freddo che dovrebbe persistere per gran parte della seconda metà di gennaio. Non si intravede, al momento, un ritorno ad uno scenario mite e ventoso prima della seconda settimana di febbraio.
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Negli ultimi giorni si è registrato un picco storico nei consumi di energia elettrica in diverse aree del Nord-Est e dell’Europa centrale, con la Penisola baltica, la Polonia e zone limitrofe che hanno segnato valori di domanda superiori ai massimi stagionali tipici.
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Secondo i dati riportati dall’operatore di rete spagnolo Enagas le importazioni di gas liquefatto proveniente dagli Stati Uniti sono sostanzialmente raddoppiate nel 2025, rappresentando il 30% delle importazioni totali di gas del paese. Questa dinamica si è osservata chiaramente anche sul resto dei paesi dell’Unione dotati di rigassificatori, con i volumi importati dagli Stati Uniti arrivati a pesare per il 57% sulle forniture complessive di gas liquefatto.
ITALIA ↑
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Sistema corto: consumi in calo marginale, previsti stabilizzarsi nella parte centrale della settimana. Se da un lato, infatti, ci attendiamo un calo della domanda asservita alle necessità residenziali, dall’altra si fa fronte ad una riduzione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Annullata la manutenzione sul terminale Adriatic LNG inizialmente programmata da mercoledì a venerdì.
EQUITY ↑
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Lo scontro tra potere politico e potere monetario negli Stati Uniti continua ad essere elemento di attenzione per gli operatori del mercato, in attesa della pubblicazione dei dati sull’inflazione questo pomeriggio.
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Sul fronte geopolitico sembra momentaneamente escluso l’intervento militare americano in Iran, con la Casa Bianca che ha preferito virare su sanzioni commerciali nei confronti dei paesi partner di Teheran, imponendo dazi del 25% su tutte le transazioni commerciali effettuate con gli Stati Uniti.
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Cambio €/$ a quota 1.166
OIL ↑
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Nuovo rialzo dei prezzi del greggio questa mattina, sostenuti ancora una volta dall’incertezza sui diversi fronti di crisi geopolitica. Nelle prossime ore sono attese novità sul possibile intervento americano in Iran, per ora limitato all’introduzione di sanzioni commerciali indirette.
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In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 64.70 $/bbl
EUAs ↑
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Nuovi record sul mercato delle emissioni, influenzate anche dal più generale sentiment rialzista osservato sul resto del complex energetico. I prezzi sul mercato primario si confermano poi a premio rispetto agli scambi sul mercato secondario, confermando la volontà di continuazione del trend rialzista che ha caratterizzato gli ultimi mesi di mercato.
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In apertura quotazioni su DEC26 si attestano sui 90.85 €/tonn
