Market view – Le Daily News del 18/12/2025
GAS & POWER →
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Si conferma il momento di volatilità sui mercati del gas, prezzi nuovamente orientati al rialzo, sostenuti dalla prospettiva di temperature rigide tra la fine di dicembre e la prima metà di gennaio.
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Si confermano comunque sostenute le importazioni dalla Norvegia, nonostante i nuovi interventi di manutenzione programmati nelle ultime ore. Toccati i massimi dall’estate dell’anno scorso.
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Temperature riviste in rialzo sugli ultimi giorni della settimana mentre sempre più probabile una discesa di aria artica a partire dai giorni successivi a Natale, con un clima decisamente freddo atteso sulla prima metà di gennaio.
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L’incumbent ungherese MVM e l’americana Chevron hanno annunciato un accordo di forniture a lungo termine che prevede la consegna di 400 milioni di metri cubi all’anno sotto forma di gas liquefatto, per una durata complessiva di cinque anni. L’accordo si aggiunge ad altri recentemente siglati con fornitori occidentali – tra cui Shell, SOCAR ed Engie – nel processo di diversificazione delle forniture russe, comunque ancora predominanti nel bilancio energetico di Budapest.
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Dopo lo stop registrato nella seconda metà della scorsa settimana, nelle ultime ore si segnalano ulteriori ritardi e alcuni cambi di rotta per le navi metaniere dirette al terminal LNG Canada di Kitimat. Questa dinamica riflette le sfide operative ancora presenti nella prima fase di avviamento dell’impianto canadese, dove le consegne di navi e il ritmo di export stanno ancora trovando la loro piena stabilità.
ITALIA →
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Sistema bilanciato: calano come previsto i consumi, attesi relativamente morbidi anche nella giornata di domani, con temperature attese ancora al di sopra delle medie stagionali. Rispetto all’Europa centro-occidentale il freddo è atteso solo dopo il 28 dicembre, ma con una probabilità comunque alta di climatica rigida sulla prima parte di gennaio. Stabili in queste ultime ore flussi dal Nord Africa e volumi rigassificati in rete.
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Nelle aste mensili di trasporto che si sono svolte ad inizio settimana sono stati prenotati 13 milioni di metri cubi all’entry point di Mazara del Vallo, valore in deciso aumento rispetto ai poco meno di 2 milioni su questo mese di dicembre.
EQUITY →
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Provano a tirare il fiato le borse europee, appesantite ultimamente dall’andamento negativo di Wall Street, con i principali indici americani in calo nelle ultime cinque sessioni di mercato. Il tema bolla tech continua a raffreddare il sentiment degli operatori, con il colosso Oracle sotto costante osservazione.
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Si riunisce oggi la BCE per discutere della politica monetaria: dato per scontato un mantenimento dell’attuale livello dei tassi di interesse e la conferma dell’approccio attuale principalmente guidato dai dati.
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Cambio €/$ a quota 1.173
OIL ↓
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I prezzi del greggio provano a resistere sopra quota 60$/bbl, supportati nelle ultime ore da un’indiscrezione rilanciata da Bloomberg, secondo cui la Casa Bianca si starebbe preparando a emettere nuove sanzioni contro il comparto petrolifero russo, per spingere il Cremlino a raggiungere più velocemente una tregua in Ucraina. Distanti un questo senso le ultime dichiarazioni arrivate dal presidente russo Putin, che ha rilanciato le mire di piena conquista della regione del Donbass.
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In linea con le aspettative degli analisti l’andamento delle scorte di greggio americano, in calo di circa un milione di barili nella settimana terminata venerdì 12 dicembre.
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In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 60.05 $/bbl
EUAs ↑
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L’ultimo report pubblicato ICE nella giornata di ieri ha mostrato un nuovo aumento di posizioni lunghe da parte dei fondi di investimento. Parziali prese di profitto sono arrivate nella seconda parte della giornata, dopo i rialzi degli ultimi giorni.
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In apertura quotazioni su DEC26 si attestano sui 85.95 €/tonn
