Market view – Le Daily News del 17/12/2025
GAS & POWER →
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Una nuova manutenzione non programmata presso il sito di Asgard limita da ieri la piena capacità delle esportazioni dalla Norvegia. Il termine delle operazioni è previsto entro lunedì 22 dicembre.
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Poche le novità sul fronte meteorologico, con la conferma di un rinforzo del campo di alta pressione sul nord dell’Atlantico prevista nell’arco dei prossimi dieci giorni. Ne conseguiranno temperature in discesa dall’inizio della prossima settimana con una capacità di generazione eolica in linea con le medie del periodo o di poco inferiore. Cresce la probabilità per una discesa di aria fredda sugli ultimi giorni del mese.
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È attesa oggi la votazione in sede di Parlamento Europeo sul piano che prevede il bando al gas russo, sia in forma liquida che gassosa, da applicare in due fasi diverse a partire dal secondo trimestre del prossimo anno. L’approvazione non prevede la maggioranza assoluta, e nel frattempo Ungheria e Slovacchia si sono dette già pronte ad opporsi successivamente presso la Corte di Giustizia. Il Ministro dell’Energia Dan Jorgensen ha escluso la possibilità di un ritorno delle forniture da Mosca anche in caso del raggiungimento di un accordo di pace.
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Il terminale statunitense di Freeport LNG ha comunicato ieri l’arresto di uno dei tre treni di produzione a seguito di un guasto al sistema di compressione. Si tratta del terzo episodio di rallentamento operativo nell’arco di meno di un mese, anche se tutti i precedenti stop sono stati risolti nel giro di poche ore. A pieno regime, l’impianto è in grado di gestire circa 20 consegne al mese, per una capacità di liquefazione pari a 16.5 mtpa
ITALIA →
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Sistema corto: record di consumi nella giornata di ieri dall’inizio della stagione invernale, con un riconsegnato stimato poco al di sopra dei 300 milioni di metri cubi. La gestione del Line Pack da parte di SNAM pesa questa mattina sul bilancio di sistema, cala la rigassificazione dal terminale OLT di Livorno mentre cresce solo marginalmente l’immesso dal Nord Africa.
EQUITY →
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Dati macro poco incoraggianti hanno pesato sull’andamento delle borse nella giornata di ieri. In mattinata l’aggiornamento sul PMI manifatturiero tedesco, pubblicato ben al di sotto delle attese e ai minimi dallo scorso aprile, frenando così i timidi segnali di ripresa mostrati negli ultimi mesi. Nel pomeriggio poi i dati sul lavoro USA hanno mostrato una brusca frenata nel numero di buste paga per il mese di ottobre, mentre il tasso di disoccupazione è cresciuto ai massimi dal 2021, al 4.6%.
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Cambio €/$ a quota 1.172
OIL ↓
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Quotazioni in decisa ripresa questa mattina, dopo una sessione dominata dalle vendite che ha spinto i prezzi a chiudere sotto la soglia dei 60$/bbl. A supportare il mercato l’ennesimo colpo di scena arrivato nella notte sulla questione USA-Venezuela. Il presidente Trump ha annunciato il blocco di qualsiasi nave petroliera già sanzionata e vista entrare nel territorio marittimo di Caracas. Ci si interroga ora sul potenziale effetto lato supply di questa decisione, oltre alla possibilità di ulteriori escalation nel rapporto tra i due paesi.
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In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 60.15 $/bbl
EUAs ↑
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Si estende nuovamente il momento rialzista sul mercato delle emissioni, con prezzi che dopo aver toccato nuovi massimi puntano ora i precedenti record del 2023 in area 90 €/tonn.
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Atteso in mattinata l’aggiornamento sulle posizioni detenute dai fondi di investimento, su livelli record negli ultimi mesi per orientamento al rialzo.
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In apertura quotazioni su DEC25 si attestano sui 87.95 €/tonn
