Market view – Le Daily News del 18/11/2025
GAS & POWER →
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Calano di dieci milioni di metri cubi le forniture in arrivo dalla Norvegia nelle ultime ventiquattro ore. Un guasto ad un compressore presso l’impianto di Aasta Hansteen limita la capacità di export da questa mattina, attesa entro fine serata la risoluzione della problematica.
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Temperature in discesa già in queste ore su tutto il Continente, in un trend che resta confermato fino alla giornata di domenica in cui si raggiungeranno i minimi di questa prima ondata di freddo invernale. Riviste al ribasso le condizioni sulla prossima settimana, con valori attesi restare al di sotto delle medie del periodo ora fino ai primi giorni di dicembre.
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Sembrano emergere nuovi problemi al terminale di liquefazione Canada LNG. Dopo aver annunciato il prolungamento delle attività di flaring sui prossimi giorni, dagli ultimi aggiornamenti dei dati di shiptracking una serie di navi avrebbe ritardato l’arrivo nei pressi dell’impianto, aumentando le possibilità per un ritardo dell’avvio del secondo treno di liquefazione annunciato all’inizio del mese
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Mentre lo spread di mercato tra Europa ed Asia sembra poter favorire l’area Pacifica nei primi mesi del 2026, la rigassificazione in rete di questi ultimi giorni dai terminali europei si è allineata con i valori del 2023, ai minimi dall’inizio del mese. In Francia proseguono gli scioperi ai terminali gestiti dall’operatore Elengy, con una riduzione del sendout programmata sul terminale di Montoir e una diversione delle ultime navi in arrivo.
ITALIA →
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Sistema lungo: consumi rivisti al rialzo nella giornata di ieri e in crescita decisa questa mattina, in una tendenza che dovrebbe confermarsi fino alla giornata di venerdì, per effetto combinato del calo di temperature e maggiore domanda sul fronte gas-to-power. L’aumento dei consumi è accompagnato da un ramp- up delle nomine in erogazione da stoccaggio, riserve che dall’inizio del mese hanno registrato una depletion di circa 5 TWh, dato circa il 10% più basso rispetto a quanto osservato sullo stesso periodo dell’anno passato.
EQUITY →
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Giornata nera quella di ieri sui mercati finanziari, con gli indici americani S&P 500 e Nasdaq ai minimi dall’ultimo mese. Le vendite, spinte dalle preoccupazioni sulle over valutazioni del settore tech e dall’incertezza sui prossimi passi della FED, non si sono fermate durante la contrattazione asiatica, con l’indice giapponese NIKKEI in calo del 3%. Apertura nuovamente negativa anche per le borse europee questa mattina.
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Bruxelles ha rivisto al rialzo le proprie stime di crescita economica nonostante il contesto geopolitico incerto e le questioni, ancora in parte aperte, sui dazi commerciali. Il PIL dell’area euro è ora previsto crescere dell’1.4% sia nel 2025 che nel 2026. Un mercato del lavoro nel complesso resiliente e un’inflazione in calo i fattori decisivi.
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Cambio €/$ a quota 1.159
OIL ↓
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Si stabilizzano i prezzi del greggio questa mattina, in attesa di nuove evoluzioni dopo gli ultimi attacchi alle infrastrutture russe occorsi prima del fine settimana.
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Secondo quanto riportato dalla Reuters, dopo il passo indietro fatto da Gunvor, Chevron si sarebbe aggiunta alla lista di soggetti interessati ad acquisire gli asset esteri di Lukoil, colpita dalle recenti sanzioni americane.
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In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 63.90 $/bbl
EUAs →
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Il momento rialzista di power e gas sul breve termine non è riuscito a fermare le vendite legate al momento risk-off sui mercati azionari, con la soglia degli 80 €/tonn superata nella giornata di ieri (ma già riguadagnata questa mattina).
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In apertura quotazioni su DEC25 si attestano sui 80.45 €/tonn
