Market view – Le Daily News del 16/06/2025

GAS & POWER ↑

  • L’intensificarsi del conflitto tra Iran e Israele spinge gli acquisti in apertura di giornata: dopo i primi attacchi concentrati su obiettivi nucleari e militari, il campo è stato allargato anche alle infrastrutture energetiche. Durante il fine settimana Israele ha colpito alcuni impianti di processo di gas collegati al maxi- giacimento di South Pars, e per ragioni di sicurezza, chiuso preventivamente la produzione collegata ai campi offshore di Karish e Leviathan, rispettivamente dotati di una capacità di produzione annua da 5.8 e 11.3 miliardi di metri cubi. Se il campo di Karish è strettamente legato a soddisfare la domanda interna del paese, il secondo vede i propri flussi destinati principalmente a Egitto e Giordania. Una prolungata interruzione di quest’ultimo giacimento potrebbe avere ripercussioni significative sul bilancio domanda-offerta nell’area del Mediterraneo, e di riflesso su tutto il Continente Europeo. La possibile chiusura poi dello Stretto di Hormuz, area di passaggio per il GNL qatarino e pari al 18% della domanda globale annua, rappresenta un altro importante fattore di rischio per il mercato

  • Risolte le manutenzioni non programmate, la produzione norvegese risale al di sopra della soglia dei 250 milioni di metri cubi questa mattina. Atteso un ramp-up nelle esportazioni già a partire dalla giornata di domani, con impatto previsto circa dimezzato rispetto alle interruzioni dell’ultima settimana

  • Si rafforza l’alta pressione su tutto il Continente, con temperature attese al di sopra delle medie in particolare su Europa centrale e occidentale. In parallelo una ventilazione relativamente debole caratterizzerà la seconda metà del mese di giugno, spingendo ulteriormente la domanda sul settore gas-to-power

  • L’Unione Europea si prepara a richiedere la rivelazione dei dettagli contrattuali legati alle forniture provenienti da Mosca, oltre che ad impedire l’accesso ai terminali di rigassificazione europei dal prossimo gennaio a qualsiasi società russa. Dettagli più precisi riguardo a queste ed altre proposte collegate al piano di phase-out dal gas russo verranno resi noti domani dalla Commissione

ITALIA ↑

  • Sistema corto: consumi ai massimi dall’inizio del mese, possibile una minima flessione nella parte centrale della settimana. La gestione del Line Pack da parte di SNAM è responsabile principale del deficit di sistema

  • Il terminale di Ravenna si prepara a mettere a bando la capacità di rigassificazione fino all’anno termico 2044/2045. 48 gli slot annuali previsti essere messi in vendita. Nel mentre, le ultime aste di breve termine hanno visto un interesse ancora scarso, con la prenotazione di un solo slot di discarica, compreso tra gli ultimi giorni di giugno e i primi di luglio

EQUITY

  • Piazze europee mediamente positive in apertura di giornata, indifferenti agli ultimi sviluppi del conflitto in Medio Oriente tra Israele ed Iran, oltre che alla mancanza di sostanziali passi avanti nelle trattative tra Russia e Ucraina. In queste ore si tiene il G7 in Canada, dove si lavora a diverse soluzioni sul fronte diplomatico

  • Nella giornata di mercoledì attesa la riunione della FED dalla quale tuttavia non si attendono novità sul fronte del costo del denaro nonostante l’aumento delle pressioni politiche da parte diretta del presidente Trump

  • Cambio €/$ a quota 1.15

OIL ↑

  • Resta alta la volatilità sui prezzi del greggio, capaci di testare nuovamente i 78 $/bbl durante la contrattazione asiatica prima di una nuova correzione. L’allargamento del conflitto anche alle infrastrutture energetiche ha spostato il focus sulla possibile chiusura dello Stretto di Hormuz, zona di transito di circa il 20% della domanda globale giornaliera di greggio. Diversi sono comunque i fattori che rendono complicato il blocco della navigazione nell’area, anche se l’aumento dei costi assicurativi potrebbe comunque rappresentare un fattore da tenere in considerazione sull’andamento dei prezzi a breve termine

  • In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 73.95 $/bbl

EUAs ↑

  • Il complex energetico continua a muoversi a supporto del mercato delle emissioni, in un contesto che vede poi i mercati finanziari relativamente indifferenti ai recenti sviluppi geopolitici

  • In apertura quotazioni su DEC25 si attestano sui 75.70 €/tonn

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