Market view – Le Daily News del 18/03/2026
GAS & POWER ↑
- Mentre l’Europa prende tempo sulla questione in Medio Oriente, al centro del dibattito del prossimo Consiglio Europeo in programma tra giovedì e venerdì, Israele e Stati Uniti confermano l’uccisione di due figure guida del regime iraniano: il generale a capo delle forze paramilitari Soleimani e il capo della sicurezza nazionale Ali Larijani. Nella serata di ieri Trump ha ribadito le prospettive di breve durata del conflitto, previsto concludersi, secondo il Tycoon, entro le prossime due settimane.
- Questa mattina l’export norvegese risulta in calo di circa 20 milioni di metri cubi, con una riduzione attesa principalmente nei flussi diretti verso il Continente, dovuta alle attività di manutenzione in corso presso i siti di Aasta Hansteen e Dvalin.
- Nonostante una certa discordanza tra gli ultimi modelli meteo, l’ultima decade di marzo osserverà temperature ovunque in linea con le medie del periodo. Una situazione simile insisterà anche sui primi giorni di aprile. Sui prossimi cinque giorni è atteso un calo sensibile della capacità di produzione da eolico nel Nord Europa.
- Nella giornata di ieri si è osservata un’improvvisa attività di flaring presso l’impianto di liquefazione Freeport LNG, che ha portato all’interruzione momentanea delle attività ad una delle tre unità produttive. Le motivazioni del fermo sono da ricondursi al malfunzionamento di un gruppo di compressori, sistemato nelle ore successive. Dall’inizio del mese sono 11 le navi metaniere salpate dal terminale, 18 quelle gestite su tutto il mese di febbraio.
- Se le riserve di gas liquefatto in Giappone si mantengono per ora al di sopra della media degli ultimi quattro anni – complessivamente di poco superiori ai 3 miliardi di metri cubi – nel resto dell’Asia Pacifica si punta all’utilizzo di fonti alternative dopo lo stop del terminale Qatarino di Ras Laffan. In India, Pakistan e Bangladesh, oltre al razionamento dei consumi, si è registrato un aumento delle importazioni di carbone.
ITALIA ↑
- Sistema corto: consumi in aumento del 10% nelle ultime ventiquattro ore, attesi questa mattina sopra la soglia dei 220 milioni di metri cubi. Riduzione marginale dei flussi in ingresso a sistema, mentre tornano ad essere maggiormente utilizzati gli stoccaggi gas, con nomine in erogazione in crescita di 20 milioni di metri cubi.
EQUITY →
- Una certa stabilizzazione dei prezzi del greggio, comunque sopra i 100$/bbl, sembra risollevare una maggiore propensione al rischio sui mercati azionari. Mentre dalla FED è atteso un mantenimento dello status quo per quanto riguarda il costo del denaro, maggiore attenzione sarà rivolta dagli operatori alle prospettive discusse nella conferenza stampa del presidente Powell in serata.
- Sul piano geopolitico è arrivato un rapido dietro front dell’amministrazione americana sulle richieste di aiuto agli altri alleati NATO per la gestione dello Stretto di Hormuz. Maggiori indicazioni da Bruxelles potranno arrivare tra domani e venerdì, con il Consiglio Europeo riunito in plenaria.
- Cambio €/$ a quota 1.153
OIL ↑
- La ripresa delle consegne di greggio iracheno al porto turco di Ceyhan, circa 150 mila barili giorno, hanno avuto un effetto palliativo sulle quotazioni del greggio questa mattina, in calo solo marginale dai 105$/bbl toccati nella giornata di ieri. La situazione nella regione si conferma comunque deteriorata, con prezzi destinati a rimanere elevati in assenza di sviluppi positivi.
- Secondi i dati API, le scorte di greggio americano avrebbero registrato un aumento di oltre 6 milioni di barili nella settimana terminata venerdì 13 marzo. Attesi nel pomeriggio i dati ufficiali governativi.
- In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 103.10 $/bbl
EUAs ↓
- Se da un lato la spinta, guidata dall’Italia, per la sospensione del sistema ETS ha trovato il muro di diversi paesi membri, dall’altro, la chiara apertura ad una riforma dello stesso ha spinto al ribasso la propensione al rischio sul mercato. In mattinata atteso l’aggiornamento delle posizioni speculative detenute dai fondi di investimento.
- In apertura quotazioni su DEC26 si attestano sui 66.40 €/tonn
