Market view – Le Daily News del 16/03/2026
GAS & POWER ↑
- La minaccia americana di un attacco alle infrastrutture iraniane presso il sito produttivo localizzato sull’isola di Kharg, principale sito di esportazione del greggio di Teheran, con oltre 1.5 milioni di barili processati al giorno, spinge i prezzi di petrolio e gas verso nuovi rialzi. Il mercato sconta anche la timida risposta arrivata alle richieste di Trump per formare una coalizione che garantisca la ripresa del traffico navale nello Stretto di Hormuz, mentre il conflitto entra nel diciassettesimo giorno di sviluppo senza una chiara data di fine.
- Nonostante le manutenzioni attualmente in corso e programmate per durare fino alla fine del mese, questa mattina l’export norvegese torna sui massimi degli ultimi 45 giorni, superando la soglia dei 340 milioni di metri cubi.
- Temperature già in calo nell’Europa settentrionale rispetto alla settimana passata, nei prossimi giorni masse d’aria relativamente fresca scenderanno anche sulle aree centro-meridionali. I consumi sono previsti rientrare sui livelli tipici del periodo. I modelli di lungo periodo mostrano ora una prima metà di aprile con condizioni più fredde della media.
- Nella settimana che vedrà i paesi dell’UE riunirsi a Bruxelles per discutere di guerra in Medio Oriente ed effetti sul comparto economico ed energetico del Continente, questa mattina i ministri dell’energia del G7 si riuniranno nuovamente in seduta straordinaria per valutare gli ultimi sviluppi del conflitto. In programma anche una riunione tra gli stessi ministri, allargati ai 27 paesi membri, per valutare possibili piani per contenere spike di prezzo sui mercati di gas e petrolio, e discutere di sicurezza energetica.
ITALIA ↑
- Sistema bilanciato: i consumi si confermano questa mattina sotto la soglia dei 200 milioni di metri cubi, ma sono previsti crescere già dalla giornata di domani e per tutto il resto della settimana. Calano le temperature, ma migliora la ventosità, riducendo la pressione dal comparto gas-to-power. Cresce sulla giornata di domani l’impatto previsto delle manutenzioni al terminale Adriatic LNG, che nel complesso vedrà capacità ridotta fino alla giornata di venerdì.
- Pubblicato nella giornata di venerdi dal MASE il decreto relativo agli stoccaggi gas 2025-2026.
EQUITY ↓
- Si confermano nervosi i mercati finanziari dopo il terzo fine settimana di conflitto in Medio Oriente, e con scarsi segnali di fine delle ostilità. I timidi segnali arrivati in risposta alla richiesta diretta del presidente Trump per formare una coalizione che garantisca la ripresa della navigazione dello stretto di Hormuz, rappresentano un altro segnale dell’indebolimento della posizione israelo-americana.
- Settimana di riunione per le banche centrali di Stati Uniti ed Europa: mercoledì la giornata della FED, giovedì della BCE. Per entrambi si profila un mantenimento dello status quo, ma con prospettive diverse, con Francoforte preoccupata da nuove fiammate inflattive causa caro prezzi dell’energia.
- Cambio €/$ a quota 1.144
OIL ↑
- I prezzi del greggio hanno raggiunto quota 107 $/bbl questa mattina, con gli acquisti sostenuti dagli attacchi condotti nel fine settimana dall’esercito americano all’isola di Kharg, principale sito di esportazione del greggio iraniano. Sebbene siano stati colpiti solo obiettivi militari, la minaccia arrivata dalla Casa Bianca di estendere i raid anche alle infrastrutture energetiche del sito pone un nuovo rischio di escalation del conflitto, la cui fine sembra sempre più difficile da individuare.
- In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 105.20 $/bbl
EUAs ↓
- Mercati questa settimana concentrati sugli sviluppi politici a Bruxelles, dove giovedì è previsto riunirsi il Consiglio Europeo, ma già nelle giornate precedenti verranno toccati temi di questione energetica. I prezzi restano attratti dall’area 70 €/tonn nonostante il recente sell-off.
- In apertura quotazioni su DEC26 si attestano sui 69.25 €/tonn
