Market view – Le Daily News del 09/03/2026
GAS & POWER ↑
- In scia ai nuovi segnali di escalation emersi nel fine settimana, tra cui un raid dell’esercito israeliano su alcuni depositi di greggio iraniani e nuove restrizioni nell’output da parte dei paesi del golfo, i prezzi del gas aprono la settimana con nuovi decisi rialzi, sfiorando i 70 €/MWh.
- Una manutenzione non programmata presso il sito di Nyhamna, pubblicata questa mattina da GASSCO, potrebbe portare ad una riduzione delle esportazioni nelle prossime ore. Interessati circa 20 milioni di metri cubi di capacità, incerta la durata dell’intervento.
- L’area di alta pressione che ha regnato sul Continente si sposta verso est, favorendo un ritorno progressivo di condizioni più instabili, umide e ventose, accompagnate da un moderato calo delle temperature. Queste sono comunque previste mantenersi al di sopra delle medie almeno fino alla giornata di sabato, mentre più in generale possibili episodi di freddo significativo sono relegati all’ultima settimana di marzo.
- Dopo quanto anticipato dal presidente russo Putin nella seconda parte della scorsa settimana, Mosca risulterebbe sempre più propensa a dirottare le attuali forniture destinate all’Unione Europea verso i mercati dell’Asia Pacifica, anticipando l’interruzione voluta da Bruxelles ma programmata solo tra la fine di quest’anno e quella del successivo. Spinta da motivi opportunistici, la riduzione delle forniture russe, in particolare quelle via nave che nel 2025 hanno contribuito per circa 19 miliardi di metri cubi, risulta un ulteriore fattore di pressione rialzista di breve medio periodo.
ITALIA ↑
- Sistema corto: i consumi dovrebbero attestarsi in linea o di poco al di sotto dei valori registrati sulla settimana passata, mentre i prossimi giorni saranno accompagnati nel complesso da una scarsa capacità di generazione eolica. Prosegue anche questa mattina l’accumulo di Line Pack da parte di SNAM che pesa sul bilancio di sistema.
- Edison ha confermato le forniture programmate sul mese di marzo da parte di QatarEnergy, con gli effetti della forza maggiore che si manifesteranno invece a partire da aprile. Tuttavia, il mancato arrivo di una nave inizialmente programmato per il 14 marzo, ha portato il gestore del terminale ad avviare una serie di operazioni di manutenzione non programmate, che limiteranno la capacità dell’impianto fino alla giornata di giovedì 19 marzo. Circa 12 milioni di metri cubi per giorno la disponibilità prevista venire meno nelle prossime 48 ore.
EQUITY ↓
- Le borse europee aprono questa mattina ai minimi dallo scorso novembre, rimangiandosi quanto di buono fatto nei primi due mesi dell’anno. L’assenza di sviluppi positivi in Medio Oriente, e anzi, il deteriorarsi soprattutto delle prospettive sul comparto energetico, con riflessi negativi su inflazione e crescita, spinge le vendite e alimenta in generale un sentiment di de-risking.
- Negli Stati Uniti negativi i dati su disoccupazione, in crescita al 4.4%, e soprattutto sul numero di buste paga, con un calo decisamente inatteso dagli analisti. Mercoledì la pubblicazione del dato sull’inflazione, attesa in crescita al +2.4%.
- Cambio €/$ a quota 1.154
OIL ↑
- Le quotazioni di Brent e WTI hanno aperto ai massimi dal 2022 questa mattina, sfiorando i 120 $/bbl, dopo che nel fine settimana Israele ha colpito depositi di greggio iraniano, e si sono segnalate nuove riduzioni della produzione da parte di Iraq – ora con circa 3 milioni di metri cubi offline – e Kuwait. In assenza di una ripresa del traffico marittimo nello Stretto, i paesi del golfo si trovano progressivamente costretti a limitare la capacità produttiva. La chiusura dei pozzi rappresenta poi una nuova allerta, in quanto renderebbe poi più lunga e complicata la ripresa nel momento di de-escalation.
- In mattinata il FT ha pubblicato un articolo secondo cui i ministri del G7, di concerto con l’ Agenzia Internazionale dell’Energia, si starebbero preparando ad un rilascio di riserve strategiche. Parallelamente, l’Arabia Saudita avrebbe messo a disposizione offerta di breve attraverso aste specifiche. Entrambe le notizie hanno permesse una correzione parziale dei prezzi, pronti tuttavia a far segnare nuovi massimi in assenza di novità concrete.
- In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 106.95 $/bbl
EUAs ↓
- La soglia dei 70 €/tonn si conferma anche questa mattina un forte punto di attrattiva per gli operatori di mercato, che sembrano invece ignorare il sell-off osservato sui mercati finanziari.
- In apertura quotazioni su DEC26 si attestano sui 70.50 €/tonn
