Market view – Le Daily News del 03/03/2026
GAS & POWER ↑
- Il gas si trova ad essere la commodity più sotto pressione del contesto energetico, con rialzi che questa mattina sfiorano il +25%, dopo il quasi +40% fatto registrare nella giornata di ieri. Lo stop alla produzione di GNL da parte di Qatar Energy, la minaccia iraniana sul blocco totale allo Stretto di Hormuz e la possibilità che il conflitto nella regione possa protrarsi per diverse settimane i fattori di crisi.
- Nuove riprogrammazioni degli interventi sull’export norvegese da parte di GASSCO nelle ultime ore. Le forniture in arrivo dalla Norvegia si mantengono su livelli inferiori a quanto registrato nello scorso anno e vicine ai minimi del periodo.
- Poche novità sul fronte meteorologico, con temperature riviste in marginale rialzo per la prossima settimana. La seconda parte del mese dovrebbe invece vedere valori più in linea con le medie del periodo. Capacità di generazione da eolico attesa sotto i valori tipici per la prossima decina di giorni.
- Nella tarda mattinata di ieri Qatar Energy ha annunciato la sospensione, in via precauzionale, delle attività di liquefazione presso l’impianto di Ras Laffan, a seguito della collisione di un drone nell’area. Maggiori informazioni sulla possibile entità del danno verranno rese note quando possibile.
- La supply disruption osservata in Medio Oriente ha già scatenato le prime forte reazioni: la società di stato egiziana Egas è già alla ricerca di almeno 3 carichi in consegna sulla prima metà di marzo, mentre nell’area del pacifico, in India, si annunciano già situazioni di taglio dell’offerta. La situazione si conferma particolarmente volatile, con difficoltà evidenti nell’assorbire l’ennesimo shock sui mercati dell’energia.
ITALIA ↑
- Sistema lungo: consumi in calo marginale questa mattina, mentre la rigassificazione dai terminali raggiunge i massimi già toccati durante il mese di gennaio. Utilizzo parziale degli stoccaggi, mentre stabili i flussi dal Nord Africa, apparentemente disinteressati dal recente spike di prezzi.
- I movimenti di mercato in apertura di settimana hanno estremizzato il premio che i mesi estivi detengono sulle prossime consegne invernali, portando qualsiasi considerazione sugli stoccaggi attualmente fuori dalle possibilità.
EQUITY ↓
- Perdite più convinte questa mattina sui mercati finanziari, preoccupati dalla possibilità che il conflitto possa allargarsi ulteriormente e durare più di quanto inizialmente previsto. Su questo fronte indicazioni poco precise sono arrivate dall’amministrazione americana, che non ha escluso una durata superiore alle 4/5 settimane, così come una possibile invasione via terra.
- Nella giornata di ieri l’indice PMI manifatturiero americano ha sorpreso positivamente gli analisti, confermandosi in territori di espansione. In mattinata atteso l’aggiornamento sul dato dell’inflazione nell’area euro.
- Cambio €/$ a quota 1.162
OIL ↑
- I mercati del greggio, meno mossi di quanto inizialmente previsto in apertura di settimana, cominciano a prezzare i rischi di un’interruzione prolungata dei flussi nello Stretto di Hormuz. Regna confusione sul passaggio nello stretto, la cui chiusura è stata annunciata nella serata di ieri dalle guardie rivoluzionarie iraniane, ma successivamente smentita dagli Stati Uniti. In caso di tensioni prolungate i prezzi del Brent sono previsti superare abbondantemente la soglia dei 100$/bbl.
- In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 81.10 $/bbl
EUAs ↓
- La soglia dei 70 €/tonn si conferma quota dove confluiscono gli scambi di questi ultimi giorni. I mercati delle emissioni guardano più all’incertezza portata dall’instabilità politica in Medio Oriente che all’andamento dei prezzi del resto del complex energetico.
- In apertura quotazioni su DEC26 si attestano sui 70.10 €/tonn
