Market view – Le Daily News del 02/03/2026

GAS & POWER ↑

  • L’escalation militare in Medio Oriente spinge i prezzi delle commodities ai massimi degli ultimi mesi. La variazione percentuale più significativa si apprezza proprio sui mercati del gas questa mattina, in crescita del 23% nei primi scambi della giornata.
  • Proseguono le limitazioni sulle esportazioni norvegesi, arrivate durante il weekend a toccare i minimi dallo scorso ottobre. A meno di variazioni pubblicate da GASSCO nelle prossime ore, l’impatto delle manutenzioni è previsto ridursi nella seconda parte della settimana.
  • L’anticiclone continuerà a favorire condizioni tendenzialmente asciutte e temperature sopra la media su gran parte dell’Europa nel corso dei prossimi sette-dieci giorni. Se il quadro appare stabile per tutta la prima metà di marzo, maggiore è l’incertezza sulla terza settimana del mese, con un possibile ritorno di condizioni più fredde e instabili.
  • La distruzione dei flussi per lo Stretto di Hormuz impatta i mercati questa mattina, che si interrogano sulla possibile durata del conflitto in corso. Il primo player interessato è ovviamente il Qatar, secondo paese esportatore globale di GNL con oltre 100 miliardi di metri cubi annui gestiti, di cui oltre il 65% destinati in Asia. Nello scorso mese di gennaio sono salpati mediamente circa 3 carichi al giorno dal terminale di Ras Laffan, secondo i dati Reuters, per volumi complessivi giornalieri pari a circa 100 milioni di metri cubi.
  • Oltre alle interruzioni di gas liquefatto, gli operatori osservano con attenzione anche alle forniture via tubo che vedono direttamente coinvolti Iran ed Israele. I due paesi forniscono infatti rispettivamente Turchia ed Egitto con volumi pari a circa 25 milioni di metri cubi giorno. Come già fatto nella scorsa estate, Israele ha già annunciato lo stop alle forniture verso il Cairo, mentre nessuna comunicazione è arrivata in merito ai volumi iraniani. Turchia ed Egitto dovrebbero eventualmente compensare le mancanze con circa 2 navi di GNL aggiuntive ogni dieci giorni di stop.

ITALIA ↑

  • Sistema corto: consumi in crescita questa mattina, dovrebbero confermarsi mediamente al di sopra dei valori registrati sulla settimana passata, sotto l’effetto di una termica meno benevola e una capacità di generazione eolica mediamente contenuta. Forniture in arrivo dal Nord Africa sostanzialmente invariate al cambio del mese, mentre si confermano sostenute le esportazioni verso l’Austria.
  • Anche l’Italia guarda allo stop momentaneo dei transiti presso lo stretto di Hormuz: nel corso del 2025 mediamente cinque carichi al mese di GNL qatarino hanno raggiunto il terminale italiano Adriatic LNG.

EQUITY ↓

  • Aprono in rosso i mercati finanziari, in calo di circa due punti percentuali rispetto alle chiusure del venerdì, restando in attesa di maggiori indicazioni da Wall Street nel pomeriggio. Il focus degli operatori si sposta ovviamente sull’evoluzione del conflitto in Medio Oriente: respinti i tentativi di mediazione, secondo le ultime dichiarazioni riportate dal presidente americano Trump, il conflitto potrebbe protrarsi per circa quattro settimane. La situazione appare tuttavia momentaneamente incerta sotto diversi punti di vista, da lasciare spazio alle più svariate speculazioni.
  • Settimana che si profila interessante anche dal punto di vista macroeconomico, con il rilascio dei dati sull’inflazione dell’eurozona nella giornata di domani, e i dati sul lavoro USA per venerdì.
  • Cambio €/$ a quota 1.181

OIL

  • Dopo un’apertura forte in quota 82 $/bbl, i prezzi del greggio hanno visto momentanee prese di profitto, delineando ipotesi del primo momento che prevedono un conflitto di relativa breve durata e altrettanto per le interruzioni dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, collo di bottiglia che vede il transito giornaliero di circa 20 milioni di barili – circa un quinto della domanda globale. L’incertezza resta comunque elevata, con le stime che prevedono prezzi sopra la soglia dei 100 $/bbl se il conflitto dovesse prolungarsi per più di 2 settimane.
  • In un contesto fortemente infiammato, il gruppo OPEC ha optato per un aumento delle quote produttive da 206 mila barili giorno, a partire dal prossimo 1° aprile. Russia, Arabia Saudita e Iraq i paesi con gli incrementi previsti maggiori.
  • In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 78.70 $/bbl

EUAs ↓

  • Il mercato sfida il recente livello di supporto in area 70 €/tonn, messo sotto pressione dal parziale derisking dovuto al conflitto geopolitico esploso nel fine settimana. Si prevede una settimana particolarmente volatile, legata inevitabilmente alle evoluzioni della situazione in Medio Oriente.
  • In apertura quotazioni su DEC26 si attestano sui 70.10 €/tonn
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