Market view – Le Daily News del 27/02/2026
GAS & POWER →
- Gli acquisti hanno dominato la sessione pomeridiana della giornata di ieri, con i prezzi in salita di quasi il 3% dopo che le prime indiscrezioni sui colloqui in corso a Ginevra tra Stati Uniti ed Iran indicavano scarsi segnali di progresso. In questo senso indicazioni contrastanti sono arrivate nelle ore serali, con nuovi incontri di livello tecnico programmati tra le parti a Vienna per lunedì. Secondo quanto riportato dai media americani un vero accordo appare tuttavia lontano, e la portaerei USS Gerald R. Ford, la più grande del mondo, raggiungerà nelle prossime ore le coste di Israele.
- Il quadro meteorologico per la prima decade di marzo resta stabile: prevarranno condizioni di tempo asciutto e temperature sopra la media stagionale, limitando i picchi di domanda termica. Capacità di generazione eolica ancora buona durante il fine settimana, prima di un calo atteso nei primi giorni di marzo.
- A circa tre settimane dall’immissione del feedgas, Cheniere ha annunciato la prima produzione di GNL dal quinto treno del progetto di espansione “Stage 3” del terminal di Corpus Christi. Parallelamente, il Dipartimento dell’Energia (DOE) ha autorizzato un aumento del 12% dei volumi esportabili dal terminale, consolidando Corpus Christi come il secondo hub di export degli Stati Uniti.
- Secondo i dati riportati da GIE, la rigassificazione complessiva dai terminali europei hai fatto segnare un nuovo record nella giornata di mercoledì, superando la soglia dei 5100 GWh/giorno, massimo precedentemente raggiunto lo scorso 14 gennaio. Il ramp-up dei terminali italiani e tedeschi (capacità combinate per 1300 GWh), insieme alla ripresa dell’impianto di Montoir in Francia, i fattori decisivi.
ITALIA →
- Sistema corto: consumi superiori alle attese questa mattina (+15 milioni di metri cubi rispetto alla giornata di ieri), invariati sia i flussi in ingresso a sistema che le esportazioni dirette in Austria – ormai stabili nella seconda metà del mese. Erogazioni da stoccaggio in calo, con i prezzi sul Day-ahead sensibilmente a sconto rispetto alle quotazioni di marzo per tratti della sessione di ieri.
EQUITY ↑
- Prosegue la marcia positiva delle piazze europee, che sembrano essere disinteressate dalle ultime difficoltà sui diversi fronti della geopolitica – ultimo in linea temporale il conflitto sul confine tra Pakistan e Afghanistan. Negli Stati Uniti situazione più contrastata nonostante la pubblicazione sopra le attese della trimestrale di Nvidia.
- Sul fronte macroeconomico sorprende l’inflazione in Francia, in crescita dell’1% e al di sopra delle aspettative degli analisti. In mattinata atteso anche il dato tedesco.
- Cambio €/$ a quota 1.180
OIL ↑
- I prezzi del greggio scontano l’apparente “confusione” in esito dagli ultimi colloqui tra Stati Uniti ed Iran. Se l’amministrazione americana si è detta delusa per la mancanza di significativi passi avanti, tutt’altro tono è stato utilizzato da Teheran e dai mediatori dell’Oman, che hanno invece riportato progressi importanti. Nuovi round di incontri sono in programma a Vienna per la giornata di lunedì.
- Nel fine settimana è previsto riunirsi nuovamente il gruppo OPEC+: secondo le ultime indiscrezioni si valuta la ripresa degli aumenti di quote produttive da aprile per circa 137 mila barili giorno, dopo lo stop concordato sul primo trimestre dell’anno.
- In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 71.35 $/bbl
EUAs →
- Forte volatilità nella giornata di ieri, spinta dall’ennesima richiesta arrivata dalla politica per una revisione dei meccanismi EU-ETS. Prezzi che cercano stabilità sopra la soglia dei 70 €/tonn, in attesa di maggiore chiarezza anche sull’andamento del resto delle commodities.
- In apertura quotazioni su DEC26 si attestano sui 71.60 €/tonn
