Market view – Le Daily News del 05/02/2026
GAS & POWER →
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Dopo le vendite in avvio di settimana, le opportunità di acquisto sembrano riaffacciarsi sui mercati del gas, con un gap di 3 €/MWh già recuperato dai minimi di martedì. Le tensioni permanenti tra Stati Uniti ed Iran da un lato, un ritorno delle prospettive di freddo dall’altro, i fattori che favoriscono il rimbalzo.
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Quadro stabile su larga scala nel breve periodo, con aria fredda che continuerà ad insistere sull’Europa nord-orientale, mentre il resto del Continente sarà soggetto a condizioni più miti e umide. Modelli che vedono invece crescere le possibilità per una discesa di aria artica sulla terza settimana del mese, tornando a mettere pressione su domanda e stoccaggi. Alta comunque l’incertezza, con continui cambi di fronte.
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Le continue ondate di maltempo che stanno interessando l’Europa nelle ultime settimane hanno portato a diversi rallentamenti nelle consegne alle unità di rigassificazione galleggiante. Colpita non solo l’Italia, ma anche il nord della Germania. Il volume rigassificato in rete dai terminali del Continente nella giornata di martedì ha raggiunto i minimi dall’inizio dell’anno, in calo anche rispetto ai valori registrati sullo stesso periodo nell’anno precedente.
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La National Oil Corporation libica ha dichiarato l’intenzione di aumentare la produzione di gas naturale nei prossimi cinque anni per renderne maggiori volumi disponibili all’export verso l’Europa già all’inizio del prossimo decennio. Si punta a massimizzare lo sfruttamento delle riserve esistenti, convenzionali e non, così come ampliare le licenze esplorative con partner internazionali.
ITALIA →
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Sistema bilanciato: consumi in calo come previsto in questa seconda parte della settimana. Circa 20 milioni di metri cubi in meno attesi oggi, un’ulteriore significativa riduzione è prevista nella giornata di domani. Calano le forniture in arrivo dal Nord Europa, mentre prosegue il recupero come da programma della rigassificazione dal terminale Adriatic LNG – oggi operativo al 50% circa.
EQUITY ↑
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Aprono contrastate le borse europee nella giornata che vede la BCE riunirsi per discutere sulla politica monetaria, che ci si aspetta venga mantenuta inalterata anche in virtù degli ultimi dati macroeconomici a disposizione. L’inflazione nell’area euro è stata infatti in linea con le aspettative, in crescita al +1.7%. Seconda parte della settimana interessante sul fronte geopolitico, osservate le possibili evoluzioni in Iran e Ucraina.
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Cambio €/$ a quota 1.180
OIL ↑
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I prezzi del greggio sono tornati a sfiorare i 70$/bbl nella giornata di ieri dopo il riaccendersi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Confermato il tavolo delle trattative programmato in Oman per la giornata di domani, dopo i dubbi emersi nella mattinata di ieri. Contemporaneamente prosegue il trilaterale che vede Russia e Ucraina in prima linea, con posizioni tuttavia ancora distanti sui principali punti della possibile tregua.
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Sono calate di circa 3.5 milioni di barili le scorte di greggio americano nella settimana terminata venerdì 30 gennaio secondo i dati riportati dall’organo governativo.
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In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 68.35 $/bbl
EUAs →
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Il persistere dell’incertezza geopolitica riflessa con forti fluttuazioni nelle quotazioni di commodities e materie prime si risente anche sui mercati delle emissioni. L’aggiornamento sulle posizioni detenute dai fondi di investimento ha mostrato una riduzione delle posizioni speculative lunghe, ai minimi ora da inizio novembre.
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In apertura quotazioni su DEC26 si attestano sui 82.30 €/tonn
