Market view – Le Daily News del 02/02/2026

GAS & POWER →

  • Correzione sui mercati in avvio di settimana: segnali più convincenti di de- escalation tra Stati Uniti ed Iran, ed una revisione al rialzo delle temperature sulla prima metà di febbraio i fattori che spingono le vendite.

  • Nonostante il prolungamento degli interventi programmati presso il sito di Åsgard, questa mattina le forniture in arrivo dalla Norvegia risalgono ai massimi dall’inizio dell’anno.

  • Si mantiene ferma la configurazione osservata nell’ultima decina di giorni, con un Nord Europa che rimarrà più freddo della media ancora per la prossima settimana, mentre le aree meridionali si manterranno complessivamente miti. Riviste al ribasso le probabilità per la formazione di uno scenario artico tra la seconda e terza settimana del mese, anche se la distanza temporale impone cautela.

  • ExxonMobil ha comunicato ritardi nell’avvio del terminale americano di Golden Pass, con il primo carico previsto ora per entro la fine di marzo. In questi ultimi giorni l’impianto ha ottenuto i permessi necessari all’introduzione di feedgas nel primo treno di liquefazione. A pieno regime il terminale avrà una capacità di produzione di gas liquefatto superiore ai 20 miliardi di metri cubi per anno.

  • Mentre si sta per concludere il passaggio della tempesta artica sugli Stati Uniti, il feedgas destinato ai principali terminali di liquefazione è tornato sui livelli osservati nella prima metà di gennaio. Solo il più piccolo impianto di Elba Island, localizzato sulla costa orientale nello Stato della Georgia, si trova ancora in condizioni di emergenza, previste tuttavia risolversi nei prossimi giorni.

ITALIA →

  • Sistema corto: consumi questa mattina ai massimi dal 2018, possibile una revisione nel corso della giornata. Una flessione della domanda è attesa nella seconda parte della settimana. In marginale aumento le forniture in arrivo dall’Algeria, con una capacità base già prenotata in crescita di circa 3 milioni di metri cubi rispetto allo scorso mese di gennaio, mentre il maltempo si prevede possa frenare la rigassificazione nella giornata di domani. Limitato infatti il sendout dai terminali di Livorno e Ravenna.

EQUITY →

  • Il sell-off che sta colpendo diversi asset (materie preziose e criptovalute in primis) non lascia indifferenti i mercati azionari, che aprono la settimana in rosso. Gli operatori soppesano la nomina di Kevin Warsh come prossimo presidente della FED, mentre sul fronte geopolitico segnali rassicuranti sembrano essere arrivati dal Medio Oriente nel fine settimana, con una maggiore volontà di trattative da parte di Teheran. Da mercoledì attesa la ripresa di colloqui trilaterali sul conflitto in Ucraina.

  • Dopo i dati positivi sulla crescita del PIL nell’eurozona, questa settimana attenzione rivolta prima all’andamento dell’inflazione – mercoledì – e successivamente alla riunione della BCE in programma per giovedì.

  • Cambio €/$ a quota 1.185

OIL →

  • Prezzi in calo di oltre cinque punti percentuali questa mattina, dopo i segnali di distensione arrivati tra Stati Uniti ed Iran. Il presidente USA Trump ha comunicato la seria volontà di trattare da parte di Teheran, mentre scongiurate le possibilità di esercitazioni militari nello Stretto di Hormuz da parte dei pasdaran.

  • Riunitosi nella giornata di domenica, il gruppo OPEC ha confermato la volontà di mantenere inalterata la guidane sulle quote produttive anche per il prossimo mese di marzo, con valori bloccati sul primo trimestre dell’anno.

  • In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 65.70 $/bbl

EUAs

  • Vendite proseguite anche nella giornata di venerdì, questa mattina il mercato sembra offrire spunti per una fisiologica ripresa. Da valutare gli effetti dell’evoluzione del contesto geopolitico da un lato, e il forte de-risking osservato su diversi asset dall’altro.

  • In apertura quotazioni su DEC26 si attestano sui 82.60 €/tonn

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