Market view – Le Daily News del 26/01/2026

GAS & POWER

  • Mercati gas ai massimi da marzo questa mattina, superati anche i picchi di giugno scorso, raggiunti nel pieno della crisi tra Iran e Stati Uniti. I mercati spot ovunque ben superiori ai 40 €/MWh, con l’Italia prossima alla soglia dei 50 €/MWh. Liquefazione ai minimi negli Stati Uniti, ancora poco chiare le implicazioni sul medio periodo, mentre riviste nuovamente al ribasso le temperature nel Nord Europa fino alla prima metà di gennaio.

  • Manutenzione non programmata pubblicata da GASSCO questa mattina, impattato il sito di Åsgard con circa dieci milioni di metri cubi di capacità interessata. Possibile riduzione dei flussi nel corso della giornata.

  • Un pattern NAO negativo dominerà il quadro meteorologico europeo nelle prossime due settimane. L’alta pressione posizionata sul Nord Europa favorirà condizioni più instabili e miti sulle aree centrali e meridionali del continente. Le regioni settentrionali resteranno invece più fredde, con fenomeni anche in parte nevosi. La configurazione appare particolarmente stabile, senza cambiamenti rilevanti attesi almeno fino al 7 febbraio.

  • Secondo quanto comunicato da Fluxys, il terminale di liquefazione francese Dunkirk LNG potrebbe subire limitazioni operative nel corso dei prossimi giorni a causa di possibili azioni di sciopero. Durata e impatto dell’evento sono al momento poco definibili. Il terminale ha rigassificato in rete oltre 40 milioni di metri cubi giorno in avvio di gennaio.

  • I principali terminali di liquefazione americani hanno visto una drastica riduzione di feedgas nel corso del fine settimana, particolarmente impattati i siti di Sabine Pass, Corpus Christi e Freeport. La tempesta di gelo che sta colpendo il paese ha portato i prezzi cash all’Henry Hub vicini ai 100 €/MWh, mentre questa mattina il front-month è nuovamente in crescita del 20%, ai record dal 2022. Secondo gli ultimi dati a disposizione, circa 800 mila utenti risultano disconnessi dalla rete elettrica.

ITALIA

  • Sistema bilanciato: consumi attesi in flessione nella seconda parte della settimana, possibile una discesa sotto la soglia dei 300 milioni di metri cubi al crescere di temperature e sul picco di contributo da fonti rinnovabili. Attesa una riduzione della rigassificazione dal terminale di Ravenna nella giornata di domani – attenzione agli effetti del maltempo sulla giornata di mercoledì – mentre risultano completamente allocati anche tutti gli slot di discarica sul prossimo mese di febbraio.

EQUITY

  • Mercati contrastati in avvio di giornata, con il riaffacciarsi delle tensioni politiche a frenare in prima linea la propensione al rischio. Possibile, infatti, un nuovo intervento militare americano in Iran, dopo la de-escalation comunicata nella prima parte della scorsa settimana. Sul fronte commerciale nuovi screzi tra Stati Uniti e Canada, con minacce di nuovi dazi al 100% da parte della Casa Bianca per frenare i nuovi rapporti tra Ottawa e Pechino.

  • Mercoledì è prevista riunirsi la FED per decidere sui tassi USA, mentre la seconda parte della settimana vedrà una raffica di dati macro sull’area euro. Ai massimi oro e argento, mentre perde nuovamente terreno il dollaro

  • Cambio €/$ a quota 1.185

OIL

  • Prezzi del greggio in salita nelle ultime due sessioni di mercato, supportati prima dalle nuove tensioni geopolitiche in Medio Oriente, poi dallo stop alla produzione di greggio negli Stati Uniti, bloccata dalla discesa della tempesta artica Fern – secondo JP Morgan sono oltre 250 mila i barili giorno messi fuori gioco nel breve periodo.

  • In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 66.10 $/bbl

EUAs

  • Situazione contrastata in apertura di settimana: da un lato i mercati di gas e petrolio in salita che contribuiscono al sentiment toro del complex energetico, dall’altra le nuove situazioni di crisi internazionale frenano una maggiore propensione al rischio. Grande volatilità nelle ultime sessioni di mercato.

  • In apertura quotazioni su DEC26 si attestano sui 88.60 €/tonn

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