Market view – Le Daily News del 19/01/2026
GAS & POWER ↑
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Si prendono una pausa in apertura di giornata i mercati del gas, dopo una salita che ha visto crescere i prezzi del 30% nella settimana appena passata La persistente pressione sugli stoccaggi, prospettati a livelli minimi entro fine campagna, la principale preoccupazione degli operatori di mercato.
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Stabili durante il fine settimana le forniture in arrivo dalla Norvegia. Dalle ultime pubblicazioni di GASSCO una riduzione dei flussi è attesa solo dai primi giorni di febbraio.
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Temperature in discesa sui prossimi giorni, previste scendere sotto i valori medi e spingere la domanda residenziale. L’area di alta pressione localizzata tra Europa settentrionale e nord-orientale manterrà condizioni di aria fredda almeno per i prossimi dieci giorni. Alta l’incertezza sui primi giorni di febbraio, con gli ultimi aggiornamenti meteo rivisti tendenzialmente più miti.
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Le importazioni combinate di gas via tubo e nave hanno fatto segnare un nuovo record in Cina nello scorso mese di dicembre. Seguendo un trend che ha caratterizzato buona parte dell’anno, il principale incremento è arrivato dalle forniture via pipeline, cresciute di quasi 2 miliardi di metri cubi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e ai massimi almeno dagli ultimi cinque anni. Le consegne di gas liquefatto hanno invece complessivamente superato i 10 miliardi di metri cubi per la prima volta dall’inizio dell’anno, toccando i record da gennaio 2024.
ITALIA ↑
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Sistema corto: consumi in linea con i livelli di venerdì, pesa sul bilancio la forte riduzione del contributo dei rigassificatori, pari a circa 20 milioni di metri cubi. Le condizioni di maltempo al largo delle coste di Toscana ed Emilia Romagna hanno infatti portato all’azzeramento del sendout dai rispettivi terminali, con l’unità BW Singapore allontanatasi dalla posizione di stazionamento classica. Previsto un aumento delle importazioni dal Nord Europa nel corso della giornata per recuperare il gap.
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La volatilità dei modelli meteo interessa soprattutto l’area mediterranea, con temperature qui riviste moderatamente al rialzo dal fine settimana. Anche la ventosità è attesa tendenzialmente sopra le medie, a differenza di quanto prospettato per il Nord Europa.
EQUITY ↓
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Una nuova tempesta tariffaria si prospetta all’orizzonte per i mercati finanziari, largamente in rosso nei primi scambi della mattina. La Casa Bianca punta infatti a colpire con nuovi dazi i paesi europei che si sono primariamente opposti alle mire di Washington sulla Groenlandia. In tutta risposta l’Unione Europea si è detta pronta a utilizzare un sistema di contro-dazi piuttosto ampio e corposo (inizialmente pensato per sfidare la Cina).
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Sul fronte macro l’ultimo report del Fondo Monetario Internazionale prospetta un’inflazione per l’eurozona nei dintorni del 2% per il 2026, con un PIL in crescita dell’1.3% (rivisto al rialzo).
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Cambio €/$ a quota 1.162
OIL →
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Gli operatori guardano con occhio negativo alla nuova possibile guerra tariffaria tra Europa e Stati Uniti, mentre attendono aggiornamenti sul fronte Medio Orientale, dove la situazione appare ora essersi tranquillizzata. Riassorbito in parte il premio al rischio emerso nella settimana passata.
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In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 63.30 $/bbl
EUAs ↑
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La pausa sui mercati gas impatta questa mattina anche l’andamento delle quotazioni su certificati, in un avvio di settimana appesantito anche dai movimenti dell’azionario dove grava la rinnovata minaccia tariffe USA. Come già anticipato il forte posizionamento dei fondi potrebbe portare a maggiori scossoni in situazioni di correzione dei prezzi.
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In apertura quotazioni su DEC26 si attestano sui 89.40 €/tonn
