Market view – Le Daily News del 08/01/2026
GAS & POWER ↑
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Stabili e vicine ai 343 milioni di metri cubi le forniture gas in arrivo dalla Norvegia questa mattina, nessuna nuova manutenzione annunciata da GASSCO nelle ultime ore.
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Prosegue la discesa di aria fredda di origine artica sul Continente, brevemente interrotta nelle aree del centro-nord nella giornata di domani, mentre la zona mediterranea vedrà temperature stabilmente inferiori alle medie fino almeno al 15 gennaio. Gli ultimi aggiornamenti meteo stanno favorendo la formazione di un contesto più mite sulla seconda metà del mese, anche se resta alta l’incertezza.
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Il terminale LNG Canada è tornato ad esportare nei primi giorni dell’anno, dopo lo stop osservato dal 10 dicembre a causa di diversi malfunzionamenti che hanno colpito l’impianto. Nel frattempo, il gestore ha comunicato un nuovo riavvio del secondo treno di liquefazione, che ci si aspetta possa entrare stabilmente in funzione a partire dalla prossima settimana. A pieno regime il terminale dovrebbe essere in grado di gestire una consegna ogni due giorni.
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La compagnia di stato vietnamita PetroVietnam Gas ha annunciato di aver raggiunto un accordo per forniture di gas liquefatto su base long term con Shell. Il contratto prevede la consegna di circa 400 tonnellate per anno di GNL, con durata dal 2027 al 2031. Nel 2025 il Vietnam ha importato circa 700 milioni di metri cubi equivalenti di gas, un valore quasi doppio rispetto a quello registrato nel 2024.
ITALIA ↑
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Sistema corto: consumi record dal 2021, rivisti in crescita nella giornata di ieri e questa mattina superiori ai 340 milioni di metri cubi. Si confermano sostenute le importazioni via tubo dal Nord Euorpa, mentre prosegue l’accumulo di Line Pack da parte di SNAM. Limitata l’erogazione dallo stoccaggio Stogit Adriatica a causa di manutenzione imprevista presso l’impianto di Collalto.
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Volatilità nella rigassificazione dai terminali italiani, causa mal tempo stop programmato nella giornata di domani dal terminale di Livorno, compensato in parte dal ramp-up previsto all’impianto di Ravenna.
EQUITY ↑
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Giornata disordinata sui mercati finanziari quella di ieri, in calo l’S&P500 mentre recupera il NASDAQ; in Europa giornata invece tendenzialmente negativa. In ribasso l’inflazione nel Vecchio Continente, stimata al 2% contro il 2.1% del mese di novembre (2.3% il dato core). L’attenzione degli operatori ora focalizzata sulla pubblicazione dei dati del lavoro USA.
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Sul fronte geopolitico programmato un incontro nella prossima settimana tra Stati Uniti, Danimarca e governo autonomo della Groenlandia da cui si attende maggiore chiarezza sulla posizione americana.
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Cambio €/$ a quota 1.167
OIL →
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Quotazioni del greggio poco mosse nelle ultime ore, con la questione Stati Uniti-Venezuela a tenere banco. Sequestrate due nuove navi petroliere al largo di Caracas nella giornata di ieri, di cui una battente bandiera russa. La Casa Bianca cerca di minimizzare le possibili tensioni con Mosca e Pechino, ma nel frattempo ha ribadito la volontà di prendere il controllo “energetico” del paese caraibico.
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Le scorte di greggio americano sono calate di oltre tre milioni di barili nella settimana terminata venerdì 2 gennaio, un dato in controtendenza rispetto alle attese degli analisti.
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In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 60.10 $/bbl
EUAs ↑
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Il ritorno dell’offerta sul mercato primario ha portato maggiore volatilità, con una pressione in vendita osservata nella giornata di ieri, anche in scia alla parziale riduzione delle scommesse lunghe detenute dai fondi di investimento. Sul fronte politico proseguono le richieste di esenzione al meccanismo CBAM, entrato in vigore il primo gennaio.
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In apertura quotazioni su DEC26 si attestano sui 87.60 €/tonn
