Market view – Le Daily News del 03/11/2025

GAS & POWER

  • Dopo i dati positivi sul mese di settembre, la produzione norvegese ha registrato una prevedibile frenata sul mese di ottobre. Forniture stabili nell’ultima settimana, con interventi di manutenzione previsti proseguire fino al 12 novembre.

  • L’alta pressione sul continente Europeo favorirà una fase stabile, asciutta e relativamente mite nel corso della settimana. Le temperature tenderanno a rientrare poi sulle medie del periodo, con la seconda parte del mese attesa decisamente più fresca. Rivista considerevolmente al ribasso la capacità di generazione da eolico, con i minimi attesi a cavallo del fine settimana.

  • Gli stoccaggi europei hanno chiuso il mese di ottobre con un livello di riempimento di poco inferiore all’83%, dopo settimane di sostanziale stagnazione. Considerando il periodo, il dato rappresenta il secondo livello più basso da oltre quattordici anni. Le condizioni meteo, almeno sulla prima parte della settimana, dovrebbero favorire la dinamica di quest’ultimo periodo, con uno spostamento più deciso verso l’erogazione atteso solo a partire dalla prossima settimana.

  • Nell’ambito degli accordi commerciali raggiunti nell’incontro tenutosi la scorsa settimana, Cina e Stati Uniti hanno formalizzato la sospensione dei dazi portuali reciproci per almeno un anno. Resta da valutare l’effettivo impatto sulla ripresa delle consegne di navi metaniere verso la Cina, che hanno registrato volumi pressoché nulli sui primi dieci mesi dell’anno.

ITALIA

  • Sistema lungo: consumi frenati in questo avvio di settimana principalmente da temperature decisamente miti per il periodo, situazione che è prevista tuttavia normalizzarsi col passare dei giorni. Come per il resto del Continente, a partire dalla seconda parte della settimana e per i successivi sette giorni, la capacità di produzione del parco eolico è stata rivista significativamente al ribasso dagli ultimi aggiornamenti meteo. La giacenza media degli stoccaggi italiani ha superato il 93% di riempimento, con la prima erogazione netta registrata su oggi, ma prevista correggere per ribilanciare il sistema.

EQUITY ↑

  • Archiviato il quinto mese consecutivo di rialzi, le borse europee aprono la settimana in positivo, beneficiando del sentiment osservato a Wall Street nella giornata di venerdì. Sul fronte macro, l’inflazione nell’area euro si è mantenuta in linea con le aspettative degli analisti, registrando un incremento del +2.1% su base annua. In giornata attesi i dati PMI manifatturiero dell’area euro, mentre negli Stati Uniti prosegue lo shut down amministrativo, ormai prossimo a eguagliare il record di 35 giorni consecutivi del dicembre 2018, condizione che dovrebbe portare ad un posticipo della pubblicazione dei dati sul lavoro attesi nella giornata di venerdì.

  • Cambio €/$ a quota 1.151

OIL

  • Come previsto il gruppo OPEC ha votato per un nuovo incremento delle quote produttive a partire da dicembre, su livelli già approvati nei precedenti mesi di ottobre e novembre (+137 mila barili per giorno). Meno atteso invece l’annuncio della policy per il primo trimestre del prossimo anno, sul quale è già stata invece preannunciata una pausa, dinamica che ha offerto supporto ai prezzi nelle prime ore di questa mattina.

  • Sul fronte geopolitico cresce la tensione legata alla situazione Venezuela, dove la Casa Bianca starebbe intensificando le operazioni per la destituzione del presidente Maduro.

  • In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 64.60 $/bbl

EUAs

  • Mercati contagiati dall’apertura forte osservata su gas e in parte petrolio, con quotazioni questa mattina nuovamente a ridosso della soglia psicologica degli 80 €/tonn.

  • Sul fronte politico, nella giornata di domani sono previsti riunirsi i Ministri dell’Ambiente dei 27, con l’obiettivo di raggiungere un accordo sulla proposta di modifica della normativa europea sul clima al fine di stabilire un traguardo intermedio vincolante in materia di clima per il 2040. La proposta presentata dalla Commissione europea introduce l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 90% entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990.

  • In apertura quotazioni su DEC25 si attestano sui 79.65 €/tonn

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