Market view – Le Daily News del 02/10/2025

GAS & POWER

  • Come previsto la manutenzione non programmata presso il campo di Troll ha frenato significativamente le forniture in arrivo dai mari del nord, tornate nuovamente sotto la soglia dei 300 milioni di metri cubi. La situazione appare ridimensionata questa mattina, ma d’altra parte non risolta, e restano possibili nuove variazioni nelle prossime ore.

  • Le prossime due settimane saranno dominate da un flusso di correnti provenienti dall’atlantico, responsabili di tempo piuttosto instabile e ventoso soprattutto nelle aree centrali e occidentali del Continente. Un cambio di scenario è possibile solamente sulla seconda parte del mese.

  • Dopo l’annuncio di forza maggiore da parte di Fluxys per il terminale di rigassificazione di Dunkirk, Elengy ha esteso le riduzioni di immissione in rete programmate dai terminali di Fos e Montoir fino alla giornata di domani. L’impatto maggiore si registra sul terminale di Montoir, con la capacità ridotta dell’80% rispetto ai giorni antecedenti le manifestazioni di protesta.

  • Il gestore del terminale LNG Canada ha annunciato l’avvio delle attività di collaudo per il secondo treno di liquefazione dell’impianto. A pieno regime, il terminale sarà in grado di produrre 14 milioni di tonnellate per anno. Entrato in funzione lo scorso giugno, il primo treno di liquefazione ha raggiunto il traguardo dei dieci carichi consegnati nel mese di settembre.

ITALIA

  • Sistema bilanciato: consumi in calo del 10% nelle ultime ventiquattro ore, con la riduzione prevalente sulla domanda gas-to-power grazie al maggiore contributo dalle rinnovabili. In calo la rigassificazione dal terminale di Livorno, mentre SNAM contribuisce a bilanciare il sistema con la gestione del Line Pack di rete.

EQUITY

  • I mercati azionari ignorano per il momento i possibili rischi legati al blocco del governo federale americano, registrando invece nuovi importanti rialzi dopo alcune schiarite sul fronte dei dazi USA. L’inflazione nell’area euro si è poi confermata sui livelli target della Banca Centrale, +2.2% annuo, portando al minimo la probabilità di nuovi interventi da parte dell’Istituto sul costo del denaro prima della fine dell’anno. Nel frattempo continua la corsa al rialzo dell’oro.

  • Attesi nella giornata di domani i dati sul lavoro americano, tuttavia lo shutdown avviato ieri potrebbe portare ad una serie di ritardi nelle pubblicazioni da parte degli uffici amministrativi.

  • Cambio €/$ a quota 1.175

OIL

  • I prezzi del greggio sembrano aver trovato supporto in un’area di minimo delineatasi dallo scorso giugno. Sul fronte geopolitico, a frenare le vendite degli ultimi giorni, la decisione dei paesi membri del G7 di ragionare su sanzioni indirette nei confronti del Cremlino, con l’intenzione di punire i paesi che acquistano petrolio russo, e che vengono ritenuti responsabili di facilitarne la commercializzazione.

  • È arrivato puntuale nonostante lo shutdown amministrativo l’aggiornamento delle scorte di greggio americano: in crescita sia le riserve di greggio, che di carburanti e altri prodotti distillati, a segnale di una parziale flessione della domanda nella settimana terminata venerdì 26 settembre

  • In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 65.50 $/bbl

EUAs

  • I fondi di investimento hanno preso una pausa nell’accumulazione delle posizioni lunghe secondo l’ultimo report pubblicato nella giornata di ieri, con una riduzione delle scommesse al rialzo solo marginale (-2% rispetto alla settimana precedente).

  • In apertura quotazioni su DEC25 si attestano sui 76.65 €/tonn

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