Market view – Le Daily News del 16/09/2025

GAS & POWER

  • Cala l’export norvegese questa mattina, atteso poco sopra i 230 milioni di metri cubi, con la riduzione assorbita pienamente dai flussi diretti verso il Continente. Allungate fino al 22 settembre le operazioni presso il sito di Kollsnes, ma l’impatto atteso rispetto all’ultima programmazione dovrebbe confermarsi comunque limitato.

  • Si delinea con maggiore precisione l’attuale tendenza meteorologica: breve fronte caldo confermato nella seconda parte della settimana, seguito da un rapido cambio di scenario verso condizioni più fredde e instabili. Calo deciso della capacità di generazione da eolico nel Nord Europa atteso già dagli ultimi giorni di questa settimana.

  • Dopo le grandi difficoltà mostrate in agosto, culminate nel solo carico consegnato sull’ultima settimana del mese (ai minimi degli ultimi dieci anni), sembrano dare segnali di ripresa le operazioni presso il terminale nigeriano di Bonny Island. Dall’inizio dell’anno il terminale africano ha esportato oltre 13 miliardi di metri cubi di gas, di cui circa la metà diretti verso i porti europei.

  • Il Canada punta a rafforzare il ruolo di paese esportatore di gas liquefatto nei prossimi anni. All’avvio del terminale Canada LNG faranno seguito gli impianti già in fase di realizzazione Woodfibre LNG e Cedar LNG e previsti entrare in funzione prima della fine del decennio per una capacità complessiva da 5 mtpa. Nella giornata di ieri poi, il governo canadese ha approvato i permessi autorizzativi per un nuovo terminale da 12 mtpa, localizzato nel nord-ovest del paese, la cui decisione finale sulla realizzazione è attesa entro la fine dell’anno. Se confermato si tratterebbe del secondo impianto più grande del paese, e l’entrata in funzione sarebbe programmata non più tardi del 2029.

ITALIA

  • Sistema corto: consumi in ripresa e superiori a quota 150 milioni di metri cubi sulla falsa riga di quanto accaduto la settimana precedente. Il sendout dai terminali di rigassificazione raggiunge i massimi da inizio estate con una prestazione combinata appena inferiore agli 80 milioni di metri cubi.

  • Pubblicato nella giornata di ieri il valore percentuale, pari all’1.25%, che verrà applicato al SAP ai fini del calcolo dello small adjustment a partire dal prossimo primo ottobre e valido fino a fine marzo 2026.

EQUITY

  • L’attesa per il meeting della FED in programma domani ha offerto ulteriori spinte di rialzo a Wall Street, mentre questa mattina i mercati europei aprono contrastati. Nella giornata di giovedì atteso anche il responso della BOE, mentre in chiusura della settimana sarà il turno della BOJ.

  • Sul fronte geopolitico resta incandescente la situazione in Medio Oriente, con l’avvio nella notte della seconda fase dell’operazione “Carri di Gedeone” da parte di Israele e l’ingresso dei primi carri armati a Gaza City.

  • Mentre l’oro continua a far segnare nuovi record, sul valutario il cambio euro/dollaro torna vicino ai massimi segnati a inizio luglio.

  • Cambio €/$ a quota 1.179

OIL

  • Situazione di stallo per gli operatori, in attesa da un lato di valutare gli ultimi danni effettivi al comparto petrolifero russo, dall’altro sul responso dell’imminente meeting della FED, che potrebbe offrire un maggiore supporto alla domanda nel caso di un taglio al costo del denaro superiore ai 25 punti base.

  • In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 67.25 $/bbl

EUAs

  • Prezzi in ripresa dopo il brusco calo osservato tra giovedì e venerdì, testata nuovamente questa mattina la soglia dei 77 €/tonn che si configura come importante resistenza per il mercato. Si resta in attesa di ulteriori sviluppi politici per quanto riguarda la situazione tedesca e polacca (possibilità di estendere l’allocazione gratuita di certificati).

  • In apertura quotazioni su DEC25 si attestano sui 76.60 €/tonn

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