Market view – Le Daily News del 10/09/2025

GAS & POWER

  • Il riaccendersi delle tensioni internazionali in queste ultime ore sta offrendo nuovi spunti di rialzo per i mercati delle commodity. Da un lato l’intensificarsi degli attacchi tra Russia e Ucraina, culminato con la violazione nella giornata di ieri dello spazio aereo polacco, dall’altro l’attacco israeliano a Doha, dove sono stati colpite le residenze di leader e negoziatori di Hamas. L’emirato ha condannato l’attacco, minacciando risposta nei prossimi giorni.

  • Stabili questa mattina le forniture in arrivo dai mari del nord, si confermano al di sopra dei livelli dell’anno passato ed in linea con i programmi iniziali. Solo marginali le modifiche pubblicate da GASSCO nelle ultime ventiquattro ore.

  • Poche le novità sul fronte meteorologico, con una tendenziale instabilità presente su tutto il Continente e prevista dominare ora per i prossimi quindici giorni. In Germania atteso da domani un deciso miglioramento della disponibilità da eolico, con una riduzione della pressione osservata sui prezzi spot power

  • Annunciato nella giornata di ieri un accordo di forniture a lungo termine tra il colosso Shell e la società di stato ungherese MVM. A partire da gennaio 2026, Shell fornirà circa 200 milioni di metri cubi l’anno, rafforzando la propria presenza commerciale in Europa centrale e orientale. L’intesa rappresenta un passo strategico per diversificare le fonti di approvvigionamento ungheresi, segnando un primo passo di allontanamento dalla dipendenza russa.

  • In Cina le importazioni combinate di gas via tubo e via nave hanno raggiunto i massimi dall’inizio dell’anno nello scorso mese di agosto, superando i 16 miliardi di metri cubi complessivi. Mentre le forniture via pipeline si sono attestate sui livelli degli ultimi mesi, con la messa a regime dei flussi via Power of Siberia, gli arrivi di gas liquefatto hanno fatto registrare un incremento del 21% rispetto al mese di luglio, portandosi sui massimi dall’inizio dell’anno.

  • Nella giornata di ieri andata nuovamente a vuoto l’asta per l’assegnazione di spazio e capacità nel sito di stoccaggio tedesco di Rehden. Il sito, attualmente pieno per poco meno del 30% della capacità, ha un target di riempimento del 45% entro la fine della campagna, ma le condizioni di spread di mercato, in assenza di incentivi esterni, hanno continuamente limitato l’interesse degli operatori.

ITALIA

  • Sistema corto: bilancio che si conferma in deficit questa mattina, con consumi che si confermano ben sostenuti e potrebbero dare qualche segnale di flessione solo a partire dalla giornata di domani. Crescono le forniture in ingresso da Tarvisio, ai massimi dall’inizio dell’anno.

  • Come confermato da SNAM nelle ultime ore, gli stoccaggi italiani mostrano ottimi segnali, con un riempimento superiore alla media europea. Sul fronte del GNL confermata invece la dipendenza dagli Stati Uniti, con la metà delle 150 navi fin qui arrivate provenienti dalle coste americane.

EQUITY

  • A poco più di ventiquattro ore dalla caduta del governo Bayrou il presidente Macron ha nominato il nuovo primo ministro, individuato in Sebastien Lecornu, ex ministro della Difesa. La situazione politica francese resta tuttavia delicata, con ben cinque cambi alla guida del governo negli ultimi due anni.

  • I mercati finanziari sembrano totalmente disinteressati dei recenti sviluppi geopolitici, con occhi solo per la prossima riunione della FED in programma sulla prossima settimana. Mentre Wall Street fa segnare nuovi record, le piazze europee provano a seguire recuperando dalle recenti correzioni.

  • Cambio €/$ a quota 1.170

OIL

  • Il rinnovarsi delle tensioni geopolitiche su larga scala supporta i prezzi del greggio in avvio di giornata. Nel frattempo, secondo alcune fonti, gli Stati Uniti starebbero mettendo pressione all’Europa per l’imposizione di sanzioni contro Cina e India, mirate alla limitazione dell’acquisto di greggio russo.

  • Secondo l’ultimo report di HSBC, il gruppo OPEC+ procederà gradualmente nella seconda fase di allentamento dei tagli produttivi. Il cartello, dopo aver ripristinato 2.2 milioni di barili di produzione, si trova ora ad affrontare i tagli per circa 1.65 milioni di barili giorno che si presume verranno recuperati nel corso del prossimo anno, con i primi 137 mila in programma dal prossimo ottobre.

  • In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 66.80 $/bbl

EUAs

  • Mercato che sembra affrontare le prime difficoltà in area 77 €/tonn, con alcune prese di profitto osservate nella giornata di ieri. La maggiore incertezza geopolitica potrebbe da un lato frenare la propensione al rischio, nonostante gli scarsi riscontri fin qui mostrati dal mondo finanziario.

  • In apertura quotazioni su DEC25 si attestano sui 76.50 €/tonn

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