Market view – Le Daily News del 20/02/2026

GAS & POWER

  • Due nuovi manutenzioni non programmate pubblicate da GASSCO nelle ultime ore frenano le esportazioni norvegesi. Limitazioni di durata incerta sono in corso ai siti di Oseberg e Ormen Lange per un totale di circa 20 milioni di metri cubi.

  • Ultima parte di febbraio che si preannuncia decisamente mite su tutta Europa, in particolare nell’area settentrionale. Nonostante i modelli di lungo periodo mostrano un marzo più caldo rispetto agli scenari dell’ultimo periodo, la prima settimana del mese presenta comunque un grado di incertezza elevato, con possibilità di temperature più fredde.

  • Ramp-up significativo dei flussi di feedgas diretti al terminale di liquefazione americano Golden Pass LNG. Questa dinamica potrebbe portare ad anticipare di qualche giorno la produzione del primo gas liquefatto, programmata ad inizio marzo. A pieno regime l’impianto avrà una capacità di liquefazione annua superiore ai 20 miliardi di metri cubi.

  • L’Ungheria ha minacciato l’interruzione delle forniture di gas ed energia elettrica dirette verso l’Ucraina, in risposta al blocco dell’oleodotto Druzhba, che collega la Russia con l’Europa centrale, motivato da Kiev in seguito ad un danneggiamento da attacco di droni nello scorso fine gennaio, ma imposto invece per motivi politici secondo Budapest. Ungheria e Slovacchia sono i primi paesi per forniture di gas e power esportati verso l’Ucraina nell’ultimo anno.

ITALIA

  • Sistema corto: consumi in calo dell’8% questa mattina, dimezzate le importazioni da Passo Gries, mentre restano stabili i flussi dal Nord Africa così come la rigassificazione in rete dei terminali – previsto un ramp-up nella prossima settimana da Livorno e Ravenna. Per il terminale emiliano, allocati gli slot del mese di aprile, che vedrà anche due settimane di manutenzione, mentre non risultano assegnati spazi su marzo, per i quali si andrà verso la valutazione FCFS.

EQUITY

  • Le piazze europee provano a scrollarsi di dosso la chiusura al ribasso di Stati Uniti e Asia, con un occhio sempre attento alle evoluzioni in Medio Oriente, dove sono arrivate le ultime minacce di Trump: concessi quindici giorni a Teheran per arrivare ad un accordo. Secondo diversi media, comunque, un’azione militare potrebbe essere nelle carte molto prima.

  • Nel pomeriggio attesa la pubblicazione dell’indice PCE, termometro dell’inflazione negli Stati Uniti.

  • Cambio €/$ a quota 1.176

OIL

  • I mercati del greggio si avviano a chiudere una settimana di rialzi, sostenuta dalla crescente tensione geopolitica tra Stati Uniti ed Iran. Mentre il presidente Trump ha “concesso” quindici giorni per arrivare ad un accordo su nucleare e armamenti, Teheran ha organizzato esercitazioni militari coordinate con Mosca nello Stretto di Hormuz.

  • I dati governativi hanno mostrato un calo di circa 9 milioni di barili delle riserve di greggio americano, al crescere di domanda interna ed esportazioni. Si tratta del prelievo settimanale più grande dallo scorso settembre.

  • In apertura quotazioni Brent FM si attestano sui 71.35 $/bbl

EUAs

  • Quotazioni poco mosse nelle ultime ore di mercato, nonostante un tentativo di discesa nuovamente sotto l’area dei 70 €/tonn testato nel pomeriggio di ieri. La decisione italiana di sussidiare i costi legati al sistema ETS per i  termoelettrici si inserisce nel contesto di crescente insofferenza per le politiche green comunitarie

  • In apertura quotazioni su DEC26 si attestano sui 72.20 €/tonn

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